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[LIBRI] King Kong


 


  

La carriera cinematografica di King Kong è ben nota e monopolizza da sempre le discussioni degli appassionati, con i confronti più o meno stringenti fra le tre versioni originali, quella del 1933, quella del 1976 e l'ultima del 2005, più tutti i titoli derivati (buon ultimo Kong: Skull Island). Meno nota, ma egualmente interessante, è invece la storia del romanzo originale – che oggi chiameremmo novelization – pubblicato nel 1932 in America e giunto in Italia nel 1971 nella collana Suspense! di Longanesi. Questo resoconto si basa, in ogni caso, sulla più recente ristampa Oscar Mondadori del 2005, con la cover che riproduce uno dei manifesti originali del 1933, salvo poi nello strillo annunciare “Da questo romanzo il film di Peter Jackson”.
 

(qui sopra, a sinistra, l'edizione originale Longanesi del 1971, a destra la riedizione per lo stesso editore del 1976)

L'attribuzione è meno lineare: l'edizione italiana infatti incorona il giallista Edgar Wallace come unico artefice, ma si tratta di una cortese attribuzione di Merian C. Cooper allo scrittore scomparso di diabete durante le prime fasi del concepimento della storia. A confermarlo c'è una nota del libro The Making of King Kong di Orville Goldner e George E. Turner, che chiarisce come l'attribuzione fosse pure motivata da più prosaici motivi economici: il nome di Wallace garantiva infatti migliori vendite. A firmare realmente la novelization – come confermato da alcune più tarde edizioni americane che lo riportano in copertina – è infatti il giornalista Delos W. Lovelace, che diede vita così a uno dei primi esempi di operazione transmediale: l'idea nacque per il cinema e il libro fu desunto dalla sceneggiatura per uscire qualche mese prima del film, in modo da fungere da traino (Guerre stellari farà la stessa cosa, ma dovremo attendere il 1977).

La scrittura si presenta pertanto funzionale e attenta a riportare gli accadimenti della storia senza particolare enfasi, tanto da disperdere l'aspetto emotivo che ha fatto la miglior fortuna di Kong: questo è evidente soprattutto nella fase finale in cui il punto di vista dello scrittore sembra concordare con la necessità di abbattere la belva libera per le strade di New York senza troppi complimenti (“la cara vecchia aviazione” viene anzi definita la squadra di aerei sterminatori). Vero è che la componente più “drammatica” della vicenda è stata esasperata soprattutto nelle due versioni filmiche più recenti (1976 e 2005) e risulta in ogni caso molto sobria già nell'originale cinematografico – gioverà ricordare, anzi, che lo stesso regista Cooper si ritaglia un cameo fra i piloti degli aerei che abbattono il gorilla, quasi una dichiarazione d'intenti.
 

Se il cuore non pulsa per il gigantesco protagonista, lo stesso non vale comunque per gli umani: il libro infatti pone maggiore attenzione sul progressivo innamoramento di Jack Driscoll per Anne (Anna nell'edizione italiana) Darrow, rendendolo il fulcro del viaggio verso l'Isola del Teschio, anticipando così la scena del bacio che nel film ritroviamo collocata più avanti, ed enfatizzando la componente romantica della storia. Maggiore spazio ha anche il personaggio del cuoco, un asiatico nel film, un arzillo ancorché anziano lupo di mare nel libro, che fornisce alcuni momenti di alleggerimento. Allo stesso tempo, viene fornita qualche coordinata più precisa sulla collocazione dell'isola: il viaggio parte da New York per poi proseguire, attraverso il Canale di Panama, verso le Hawaii e il Giappone, le Filippine, e termina a Sud Ovest delle Indie Orientali, dunque nell'Oceano Indiano (particolare rispettato nelle versioni cinematografiche, in Kong: Skull Island, però, l'isola si sposta nel sud del Pacifico). Da notare inoltre come, dopo il primo incontro con i nativi, l'equipaggio del Vagabondo arrivi in maniera abbastanza deduttiva a capire chi sia Kong, smorzando in parte l'effetto della prima apparizione (“Se lì c'è realmente qualcuno, questo è un essere selvaggio di così enormi dimensioni che neppure un gorilla riesce a dare un'idea adeguata”): una scelta probabilmente motivata dalle necessità dell'espressione scritta, in grado di creare maggiore anticipazione, ma allo stesso tempo consapevole di non poter competere con l'impatto della versione cinematografica. Qualche pagina in più è dedicata anche al trasporto di Anna sull'isola dopo il rapimento da parte dei nativi.



(qui sopra, copertina dell'edizione Oscar Mondadori del 2005)
 

Un aspetto interessante riguarda alcuni particolari che sembrano aver influenzato in modo più specifico la versione del 1976: la presenza di giacimenti petroliferi sull'isola e, in particolare, la battaglia di Kong contro un serpente gigante. In generale, la natura delle creature dell'isola è enfatizzata sul versante mostruoso, quindi più che contro dinosauri, si ha la sensazione di avere a che fare con aberrazioni naturali. Naturalmente non manca la celeberrima scena degli insetti tagliata dalla versione del 1933, ma l'ambientazione non è il fondo del burrone (come in King Kong 2005), bensì i fianchi dello stesso: le creature escono dalle pareti afferrando i malcapitati che cadono dal tronco sospeso. Tutto questo mentre Kong combatte non contro uno o più sauri bipedi (il T-Rex del 1933 e i V-Rex del 2005 sono totalmente assenti), ma contro un “triceròtopo” prima e il sopracitato serpente dopo. L'insieme diventa una massiccia sequenza d'azione che cattura la maggior parte dell'arco narrativo ambientato nell'entroterra dell'isola. In ogni caso Ann non sembra empatizzare particolarmente con il suo rapitore scimmiesco, reagendo anzi con orrore all'altro celebre momento in cui Kong le “sbuccia” i vestiti. Altro dettaglio su cui la pellicola del 1933 e il remake del 2005 si dimostrano piuttosto elusivi è come facciano i marinai a trasportare Kong a New York. Il libro lo precisa una volta per tutte: dopo averlo addormentato con le bombe soporifere, Denham ordina infatti di “Incatenarlo; e costruire una zattera per portarlo alla nave e rinchiuderlo nella camera blindata”. Altro dettaglio più vicino alla versione del 1976. Il finale cittadino, come già rivelato, viene risolto in fretta nell'ambito di un paio di brevi capitoli (in tutto sono 19).

In definitiva una versione minore nella storia, utile però a comprenderne gli spunti germinati in più pellicole: il tutto, anacronistico in certe terminologie - gli indigeni sono, senza mezzi termini, “negri”, termine comunque abbastanza comune all'epoca -, predilige l'azione e i sentimenti più evidenti (violenza, orrore, romanticismo) e, sebbene godibile per il ritmo senza sosta in rapporto alla brevità dell'insieme, appare come un tentativo di ricondurre nei canoni di un un racconto d'avventura decisamente più tradizionale, una storia che il cinema ci ha sempre presentato come straordinaria.

 

King Kong
(King Kong: A Novel)
di Edgar Wallace [Delos W. Lovelace in realtà, non accreditato]
Edizione: Oscar Mondadori
Prima edizione Oscar varia, Novembre 2005
Traduzione di Alberto Siani
154 pagine, 7,80 euro