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[LIBRI] George Lucas - la biografia (2016)


 


  

Uscita nelle librerie americane lo scorso anno, la nuova biografia dedicata a George Lucas, arriva ad arricchire un panorama editoriale già comprensivo di altre pubblicazioni sul tema, segno di quanto interesse ancora susciti la parabola di “una delle figure più importanti e influenti del cinema e della cultura popolare” (come da note di copertina). Gioverà ricordare che, con la vendita della Lucasfilm alla Disney nel 2012 e il successivo annuncio di ritiro, Lucas è ormai da considerarsi figura consegnata al passato, ma il cui lascito è evidentemente ancora vivo: non a caso, l'attuale uscita del volume nel nostro paese, sfrutta l'attesa per il lancio nei cinema de Gli ultimi Jedi, ennesimo capitolo della saga di Star Wars.
 

A firmare il nuovo lavoro è Brian Jay Jones, saggista del Kentucky, specializzato in operazioni del genere e già presidente del BIO (Biographers International Organization), reso celebre in particolare per il volume su Jim Henson, purtroppo inedito in Italia. A lui il compito di riassumere in circa 500 pagine una carriera che, sebbene articolata su poche regie, ha contaminato a largo raggio l'intera industria del cinema americano. Lo fa attraverso una fitta documentazione (45 pagine sono dedicate alle sole note), e in pochi casi anche attraverso testimonianze di prima mano.
 

Gioverà ricordare, a questo proposito, come già nel 1999 la Lindau abbia distribuito nel nostro paese un'altra biografia non autorizzata, firmata da John Baxter e che avevamo qui stigmatizzato per l'approccio eccessivamente superficiale e riduttivo verso i meriti di Lucas. Nella recensione auspicavamo anzi l'approdo di un testo alternativo, magari direttamente autorizzato, che fornisse nuove prospettive e chiavi di lettura del lavoro. Sebbene anche il libro di Jones sia stato realizzato senza l'intermediazione dello stesso Lucas, si tratta in ogni caso di un'opera molto curata e in grado di far risaltare con equilibrio pregi e difetti della sua opera e persona (il confronto è agevolato dal fatto che il numero di pagine per i due volumi è pressoché lo stesso). Questo lo si nota subito guardando la struttura narrativa, con dodici capitoli, in cui è ben distribuito il percorso di vita del regista di American Graffiti e Guerre Stellari: al capostipite spaziale del 1977 e alla sua travagliata lavorazione, infatti, ne sono dedicati solo due (contro i sei della biografia di Baxter) e viene invece approfondito maggiormente tutto il periodo dell'infanzia e della giovinezza alla USC, fino all'ascesa e caduta della Zoetrope, e al successo di American Graffiti (cinque capitoli che occupano tutta la prima parte, La speranza 1944-1973).
 


Abbiamo così l'occasione di entrare finalmente nelle scelte stilistiche e nelle influenze che hanno rivelato il talento di Lucas attraverso i film sperimentali realizzati durante il periodo degli studi, e comprendiamo il suo amore per il cinema come meccanismo in grado di creare “poemi tonali”. In particolare emerge forte l'influenza di cineasti come il serbo Slavko Vorkapic (autore di Moods of the Sea, Forest Murmurs e Life and Death of 9413: A Hollywood Extra) e i più noti Jean-Luc Godard (in particolare per Agente Lemmy Caution: missione Alphaville) e Akira Kurosawa (I sette samurai, La fortezza nascosta). Jones dedica approfonditi passaggi ai pionieristici lavori lucasiani, come Look at LIFE (che Baxter liquidava in poche battute), Freiheit, Herbie e altri ancora (molti di questi sono tuttora visibili su YouTube). Emerge così il ritratto di un talento precoce e interessato al cinema-cinema per suscitare emozioni con il semplice ausilio degli artifici visivi e sonori, innamorato in particolare della fase di montaggio, a scapito magari di dialogo, scrittura e direzione degli attori, aspetti che lo stesso Lucas non ha mai nascosto di gestire con più difficoltà.
 

Su tutto risalta il conflitto con le figure dell'autorità, dal padre che sognava per lui un posto nell'azienda di famiglia, agli executive di Hollywood rei di non capire l'arte e intervenire con violenza sulle scelte autoriali: la fuga dal controllo, trasfigurata nelle avventure de L'uomo che fuggì dal futuro e nello stesso Guerre stellari, diventa così un'ossessione che spiega tanto le scelte più felici cui è dedicata la seconda parte (L'impero 1973-1983), quanto quelle più impopolari e in apparenza fallimentari dei più controversi anni Ottanta e Novanta, raccontate nella terza parte (Il ritorno 1983-2016).
 


biografie a confronto: il Lato Chiaro (a sinistra) e il Lato Oscuro (a destra)


I vari passaggi risultano così tutti figli di una volontà di esprimersi e espandere il cinema al punto tale da permettere ai registi di fare il film come lo si vuole – anche tutta la rivoluzione digitale va in questo senso, e il libro restituisce a Lucas i meriti del precursore. Il leitmov del mantenere il controllo, insomma, diventa una chiave di lettura universale che spiega una parabola di successo che è un po' sintesi del sogno americano, e questo è probabilmente l'aspetto che continua a rendere la carriera lucasiana peculiare e attrattiva anche dopo il ritiro. Per usare le parole di Jones: “George Lucas, figlio del proprietario di un negozio di cancelleria in una piccola città, ha detto di no alla ditta di famiglia e poi ha costruito un impero basato senza compromessi sulla propria visione dell'industria cinematografica, non per come era, ma per come lui credeva che dovesse essere. Gran parte di questa visione si poggia sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, che Lucas ha sviluppato coi propri fondi, e sul suo talento innato nell'assumere la gente giusta, nonché sulla sua capacità quasi sovrannaturale di porre le giuste domande”.
 

Volendo ancora insistere sul confronto con il libro di Baxter, lo stile di Jones è più asciutto e meno incline a rendere i concetti ad ogni costo piacevoli alla lettura, preferisce la sintesi all'orpello e in questo modo riesce a inserire più concetti in una prosa diretta e che guarda alla sostanza, pur senza risultare mai pedante e mantenendo la leggibilità dell'insieme. Un lavoro certamente degno di nota.

 

George Lucas - La biografia (George Lucas: A Life)
Scritto da Brian Jay Jones
Editore: Il Castoro

Prima edizione Settembre 2017

512 pagine (con inserto fotografico di 16 pagine), 22 euro