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[LIBRI] Tokusatsu


 


  Fenomeno estremamente rilevante in Giappone lungo i decenni, i telefilm tokusatsu hanno avuto in Italia minor fortuna, complice la diffidenza del nostro mercato nei confronti di storie con protagonisti asiatici e con una sensibilità legata all'impostazione nipponica dello spettacolo, dove la verosimiglianza è spesso superata dalla forza evocativa delle situazioni (come ben sanno gli appassionati del kaiju eiga e della suitmation). Pertanto, tolte le ibridazioni, comunque interessanti, alla Power Rangers, l'offerta televisiva di tokusatsu è rimasta confinata nella sua quasi totalità all'anime boom degli anni Settanta e Ottanta quando, pur di cavalcare l'onda nippofila dilagante, alcune emittenti importarono un certo numero di serie: solo per citarne alcune, possiamo ricordare Ultraman, Megaloman, Spectreman, Zaborgar e Guerre fra galassie.

Proprio un simile presupposto determina l'inclusione del genere nel percorso librario portato avanti da Massimo Nicora. L'autore, interessato a recuperare e conservare la memoria della produzione televisiva giapponese di fantascienza dei decenni passati, realizza infatti il volume “Tokusatsu”, che si pone idealmente in coda a quello dedicati ai robot negli anime (“C’era una volta… prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta”) e a quello, più specifico e più celebre, sulla serie di Goldrake/Atlas Ufo Robot (“C'era una volta Goldrake - La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana”). Naturalmente, una simile premessa, presenta in sé un rischio, legato com'è proprio alla confusione radicata nell'utenza italiana, che, per effetto del traino distributivo già evidenziato, ha sempre visto i tokusatsu come una versione live action delle coeve serie animate di fantascienza. Per fortuna, la lettura del volume risolve in larga parte questo equivoco, e l'accenno spiccato agli anime (ad esempio in quarta di copertina) ha uno scopo soprattutto promozionale, utile a catturare l'interesse dei nostalgici dei già citati Goldrake e affini.

Si parte perciò dalle origini, rintracciate correttamente nei kaiju eiga, ma anche nei serial supereroistici americani, con il Superman animato dei fratelli Fleischer e quello televisivo con George Reeves, che finirono naturalmente per contaminare i tokusatsu prima dell'avvento di Ultraman. Quest'ultimo resta da par suo il grande spartiacque che dagli anni Sessanta segna l'autentica esplosione del genere, complice la figura di Eiji Tsuburaya, autentica cerniera fra kaiju e eroi del piccolo schermo. Si stabilisce così in maniera chiara l'importanza degli effetti speciali (traduzione letterale di “tokusatsu”, sebbene poi il termine sia servito a designare appunto i serial di fantascienza) all'interno della “grammatica” spettacolare di questi prodotti e che, pertanto, non potevano che avere nel “Master of Monsters” la loro figura carismatica. Altre contaminazioni arriveranno poi dai film di James Bond e dai serial inglesi con le marionette di Gerry Anderson (Thunderbirds in particolare), senza dimenticare le ascendenze dal teatro kabuki per la gestualità e l'uso tematico e ricorrente del mascheramento.



(marionette e tokusatsu: a sinistra i Thunderbirds di Gerry Anderson e a destra X-Bomber)

La narrazione prediletta da Nicora è lineare e traccia un percorso cronologico, pur privilegiando al suo interno una scansione in filoni: i già citati supereroi, i “kyodai” che aumentano di dimensione, i “bondiani”, i “robot”, gli “henshin” (dove è la trasformazione ad assumere un peso rivelante e dove spicca il fenomenale Kamen Rider) e i “sentai” (gruppo di eroi). In mezzo alcuni capitoli monografici su figure simboliche che hanno contribuito in modo determinante al genere: la Toho degli anni Settanta (con serial come Zone Fighter dove compare anche Godzilla), i mangaka Osamu Tezuka, Go Nagai e Shotaro Ishinomori. Infine alcuni casi particolarmente interessanti e frutto di ulteriori contaminazioni: l'ottima trilogia dei dinosauri della Tsuburaya Production (Born Free, Koseidon e I-Zenborg), le epopee di “folte criniere e guerre spaziali” (Ultralion, i già citati Guerre fra galassie e Megaloman) fino, appunto, agli eredi di Anderson e delle sue marionette (come X-Bomber). Il panorama si presenta in generale vario e sempre aperto a nuove possibilità spettacolari.

La ricognizione si ferma agli anni Ottanta e, sebbene non siano affrontate tutte le serie prodotte fino a quel momento (la mole è talmente impressionante da rendere quasi impossibile l'impresa), il panorama è comunque amplissimo e dettagliato e può dirsi in ogni caso esaustivo. Ad ogni serie è infatti dedicato un paragrafo con la sua storia produttiva e la sinossi generale, accompagnata da una attenta serie di immagini (utili a distinguere di volta in volta i vari eroi) e, soprattutto, una precisa serie di rimandi alle fonti consultate (cartacee e web), poi riprese anche nella bibliografia. Il volume riesce in questo modo a porsi quale guida attenta e documentata, nell'ambito di un approccio che intende essere informativo e completo, sebbene non strettamente critico.

Il lavoro di Nicora sembra infatti guardare più a certe pubblicazioni degli anni Novanta, che, in quanto pioniere nell'esplorazione di questi argomenti, anteponevano l'informazione all'analisi vera e propria. Un approccio un po' datato nell'epoca digitale, dove tutte le nozioni sono disponibili con pochi sforzi e click e che, se da un lato, rende più “oggettivo” e “universale” il contenuto del volume, dall'altro lascia inesplorati molti percorsi interessanti. Accanto alla carrellata dei serial, infatti, si avverte la mancanza di un approfondimento sui linguaggi e le forme espressive che hanno ben presto distanziato questi telefilm dai loro modelli cinematografici, così come un'esplorazione più puntuale del complesso sistema di contaminazioni, qui affrontato più da un versante fenomenologico (per capire chi ha influenzato cosa) che strettamente contenutistico. Resta cioè aperta la questione su come e perché i tokusatsu hanno saputo intercettare lo spirito delle epoche in cui si andavano a iscrivere, diventando rilevanti al di là dell'incredibile mole di titoli prodotti. Naturalmente a farne le spese è anche l'interesse specifico degli appassionati del kaiju eiga, con i legami con Godzilla risolti in poco spazio, mentre sappiamo che, soprattutto negli anni Settanta, non sono mancate importanti influenze reciproche, che solo di recente la saggistica italiana sta contribuendo a mettere in evidenza (aspetto quest'ultimo trascurato da una bibliografia che, in merito ai contributi sul sauro atomico, si ferma ai volumi italiani usciti, guarda un po', negli anni Novanta).



A parte questi distinguo, il libro si segnala comunque in quanto primo tentativo importante di fare luce su un genere che, in barba alla sua estensione, era rimasto ancora inesplorato in Italia. L'ampia ricerca compiuta nella raccolta delle informazioni, l'utile rimando a fonti che permettono di esplorare con maggiore dettaglio le varie serie e la comodità di vedere raccolte le produzioni televisive realizzate in vari decenni in un volume maneggevole e ben confezionato, rende così “Tokusatsu” un'opera da non trascurare. Speriamo naturalmente che non si tratti di un'incursione estemporanea, ma che in futuro altri autori raccolgano la sfida per proseguire l'esplorazione del genere.

Tokusatsu - I telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta
Scritto da Massimo Nicora
Società Editrice La Torre (collana Visioni), Caserta
Prima edizione, 2019
368 pagine, 22,50 euro