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[FUMETTI] Giganti e Ganster


 


  

di Anung Un Rama


Con "Giganti e Gangster" la Saldapress inaugura il mensile a fumetti di Godzilla, una pubblicazione molto simile a quelle già dedicate a Alien e Predator. Si tratta della seconda serie a fumetti di Godzilla edita da IDW Publishing, pubblicata nel 2011, con ai testi John Layman e ai disegni Alberto Ponticelli, formata da cinque parti che occupano i primi tre numeri del mensile italiano.

La storia è incentrata sul detective Makoto Sato, incastrato per l'omicidio del suo partner da Takahashi, uno dei più potenti boss della yakuza di Tokyo. Catturato e portato al largo dell'Isola dei Mostri con l'intenzione di ucciderlo e gettare il cadavere in mare, Sato riesce a salvarsi per miracolo e, finito sull'isola, viene soccorso dalle Elias. Sapendo del loro legame con Mothra, spinto dalla disperazione, Sato le rapisce con l'intenzione di usare la falena per distruggere Takahashi e la sua organizzazione.


Uno dei grandi pregi di "Giganti e Gangster" sono sicuramente i disegni di Alberto Ponticelli, che in più occasioni ci regala dei mostri visti dalla prospettiva degli umani ai loro piedi, riuscendo a comunicare benissimo le loro dimensioni titaniche. Così come è molto interessante il ruolo di Mothra, che mira a mantenere l'equilibrio naturale, non sconfiggendo i mostri che lo minacciano, ma creando un'utopia di pace dove queste creature vivono in armonia. Infatti in questa serie l'Infant Island di Mothra e l'Isola dei Mostri vengono a coincidere, con la falena che possiede il potere di placare la furia dei suoi simili. Li vediamo così nella prima splash page (pagine 4-5) vivere in piena tranquillità.

Per il design dei mostri, Ponticelli si rifà all'era Heisei, con Godzilla che richiama la fisionomia del BatoGoji di Godzilla contro Mothra. Dallo stesso film si riprende anche l'aspetto delle gemelline di Mothra, le Cosmos, chiamate però Elias come nella trilogia di Rebirth of Mothra. Un dialogo effettivamente spiega che “nel corso degli anni, sono state chiamate con molti nomi”, citando anche le Shobijin e risolvendo così una questione che da tempo fa discutere gli appassionati sull'identità delle due sacerdotesse attraverso le varie iterazioni della saga. Interessante e originale, invece, l'invenzione dei monaci che custodiscono “la casa delle Elias” sull'isola.


L'idea di unire il genere gangster e quello kaiju era molto intrigante, con Sato che pur avendo Mothra dalla sua parte è costretto a vivere in latitanza nascondendosi alla yakuza che gli sta dando la caccia, all'interno di una narrazione che segue un andamento non lineare, tra continui flashback. Purtroppo proprio in questo aspetto risiede anche la vera pecca di questa mini. Nella seconda parte della storia, infatti, l'elemento gangster viene messo da parte in favore del canovaccio di distruzione tipico dei film di kaiju. La scelta fa così perdere il fascino che questa miniserie possedeva all'inizio.

In conclusione "Giganti e Gangster" è sicuramente una mini valida seppur non eccelsa, forte di un'idea di base azzeccata ma non esplorata fino in fondo. I disegni di Ponticelli rendono comunque l'aspetto visivo davvero spettacolare con alcune sequenze memorabili. Nel complesso un esordio abbastanza buono per il mensile di Godzilla e consigliamo a tutti di dargli una possibilità, soprattutto per le prossime serie in arrivo.