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ULTIME NEWS

Addio a Riki Hashimoto


 
  

Prosegue la lista delle perdite in quest'anno che sembra accanirsi con particolare cattiveria sul tokusatsu: l'11 Ottobre è infatti venuto a mancare Chikara “Riki” Hashimoto.

L'attore, ex giocatore di baseball, è caro agli appassionati del genere in quanto interprete del colossale Daimajin nella splendida trilogia di pellicole realizzate dalla Daiei nel 1966 e purtroppo inedite in Italia.

Oltre al gigante di pietra, Hashimoto era conosciuto principalmente per il ruolo di Suzuki in Dalla Cina con furore, accanto a Bruce Lee:

Tornando al fantastico, invece, eccolo (senza baffi) ne Il mostro invincibile, della saga di Gamera (ultimo a destra):




Infine uno scatto recente di Hashimoto, qui nel 2016 insieme all'amministratore dell'ottimo blog Sidelong Glances of a Pigeon Kicker, fra i primi a diffondere la notizia della scomparsa.



Per maggiori dettagli sulla sua carriera, rimandiamo alla nostra scheda.


 

BraveStorm: Il ritorno di Silver Kamen e Red Baron


 
  Silver Kamen, il supereroe bionico in tuta argentea della serie prodotta da Senkousha “Shirubā Kamen”, andata in onda tra il 1971 e il 1972 per un totale di 26 episodi, e Red Baron, il gigantesco robot rosso del telefilm in 39 puntate prodotto da Nippon Gendai “Sūpā Robotto Reddo Baron”, trasmesso tra il 1973 e il 1974, sono i protagonisti di BraveStorm, live-action ispirato ai due celebri tokusatsu degli anni Settanta.

A seguire, una fantastica immagine promozionale:



Scritto e diretto da Junya Okabe, già vice presidente esecutivo della Tsuburaya Productions, nonché supervisore agli effetti visivi di numerose produzioni televisive e cinematografiche – tra i lungometraggi cui ha lavorato citiamo “Godzilla contro Biollante”, “Yoroi Samurai Zombie” e “Mega Monster Battle: Ultra Galaxy” – BraveStorm approderà nelle sale giapponesi il 10 novembre 2017.

Sotto potete ammirare il magnifico poster:




Ecco la sinossi:

Nel 2050, i malvagi alieni Kyrgyz hanno portato la razza umana sull’orlo dell’estinzione attaccando la Terra con un esercito di Black Baron, robot giganti dotati di diabolici dispositivi in grado di alterare l’atmosfera terrestre rendendo l’aria irrespirabile.
Gli ultimi cinque sopravvissuti, i fratelli Kasuga, rubato il progetto di costruzione dei Black Baron, utilizzano una macchina del tempo per viaggiare nel passato e realizzare un’arma che possa contrastare l’invasione extraterrestre prima che essa abbia inizio.
Tornati nel 2015, incontrano l’ingegnere robotico Kenichiro Kurenai e lo convincono a creare per loro il colossale mecha Red Baron. Lo scienziato accetta, a condizione che a pilotare il robot rosso sia suo fratello minore Ken…

Seguono alcune immagini tratte dal film:


















La seguente immagine riassume il cast principale della pellicola:




Di seguito, il trailer originale diffuso da Blast Entertainment, casa di produzione fondata dallo stesso Okabe:




Il Sito Ufficiale
La discussione sul forum

 

Antonio Serra racconta Astromostri!


 
  

È da ieri nelle edicole di tutta Italia Astromostri, numero 61 della collana a fumetti Le Storie, prodotta dalla Sergio Bonelli Editore e incentrata su racconti autoconclusivi. L'avventura di questo mese ci è particolarmente cara, come è facile intuire dal titolo e dalla bellissima cover di Aldo Di Gennaro che potete ammirare qui sotto:



I motivi che hanno spinto il colosso del fumetto italiano a recuperare le atmosfere del kaiju eiga sono presto spiegati con la firma dello sceneggiatore Antonio Serra che, come ormai sappiamo, oltre a essere il creatore di Nathan Never è anche un grande appassionato di Godzilla e dei mostri giapponesi, e in quest'opera riversa così il suo amore per un genere e un'epoca.

Un assaggio delle atmosfere è già presente nella sinossi, pubblicata sul sito della Sergio Bonelli Editore:

Tokyo 1965. John è nato in America, ma - alla fine della Seconda Guerra Mondiale - ha scelto il Giappone come nuova patria. Lavora per il cinema e coltiva la sua passione per la fantascienza. Mostri, alieni, principesse marziane e dischi volanti... un mondo immaginario che, come scoprirà, può diventare reale da un momento all'altro!


La storia può contare, oltre che sulla firma dell'esperto Serra, anche sui magnifici disegni di Maurizio Rosenzweig: qui di seguito riportiamo una tavola, ma potete vederne altre nella gallery presente sempre sul sito della Bonelli:

In occasione dell'uscita dell'albo, Antonio Serra ha rilasciato al sito bonelliano un'appassionata dichiarazione. Considerato l'argomento, però, non potevamo esimerci dal discuterne più approfonditamente con lui, per fornire ai nostri lettori un contributo esclusivo che entrasse maggiormente in profondità nelle scelte e negli elementi fantaclassici presenti nel racconto. La chiacchierata, che riportiamo di seguito, non presenta spoiler di sorta ed è propedeutica alla lettura dell'albo.

 

Benvenuto Antonio, è un piacere ritrovarti su Fantaclassici! Raccontaci com'è nata la storia di Astromostri.

La storia nasce da un disegno che aveva realizzato Maurizio Rosenzweig, dove si rappresentava Godzilla morto nel mezzo di una città distrutta. Sono partito da quello spunto per costruire una storia del tutto diversa, che non è “di fantascienza” o “di mostri”, ma che vuole trasmettere la passione per quel genere e quelle creature.

Senza svelare troppo, ci vuoi fornire qualche piccolo retroscena sulla trama?

Sì, il protagonista è un ex pilota americano che alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ancora giovanissimo, decide di non rientrare in patria ma di rimanere in Giappone per seguire la sua passione per la fantascienza (lo vediamo possedere una collezione di riviste anche di 10/15 anni prima come Amazing Stories). Questo dato si basa sul fatto che, durante la Guerra, i militari americani, e soprattutto i piloti, erano impiegati per brevi periodi e spesso erano molto giovani, potevano avere all'incirca 18/19 anni.
Lo ritroviamo poi negli anni Sessanta, in un Giappone nel pieno del boom economico, dove è diventato un fabbricante di giocattoli: per la caratterizzazione mi sono rifatto al personaggio interpretato da Eisei Amamoto in All Monsters Attack, trasformandolo in un occidentale. Così costruisce e ripara giocattoli di latta, astronavi e pupazzi con suoni e luci e sbarca il lunario anche fornendo il suo talento d'artigiano all'industria cinematografica degli effetti speciali, lavorando sui set dei film di mostri per la costruzione dei modellini. Un dettaglio forse impossibile nella realtà, considerando la ferrea burocrazia giapponese, ma utile al racconto. Viene così chiamato sul set de L'invasione degli astromostri, dove, durante le riprese, succede qualcosa che lo porta a vivere un'avventura dai risvolti inquietanti e misteriosi. Il resto lo lascio scoprire al lettore.

Come vi siete documentati per il racconto?

Dobbiamo precisare una cosa: la storia è autonoma e i rimandi a Godzilla sono pensati, appunto, come omaggi, non è una storia “di” Godzilla o con lui protagonista. Anche i riferimenti non sono diretti, non abbiamo usato i nomi reali degli artisti che lavoravano al film, e i mostri sono riconoscibili, ma con delle differenze: gli appassionati potranno così divertirsi a scoprirli e riconoscerli. Il lavoro di documentazione, invece, è autentico ed è servito a ricostruire visivamente il Giappone di quegli anni, anche riprendendo direttamente le inquadrature di opere come appunto All Monsters Attack: quel film è ideale per le scene iniziali, dove si mostra un ambiente urbano molto vivido. A questo abbiamo accompagnato una ricerca iconografica per capire come erano certi oggetti d'epoca e gli appassionati, al di là dei mostri, si divertiranno a riconoscere tanti dettagli ed elementi di contorno storicamente accurati.

Ci vuoi fare qualche esempio più specifico?

Fra i personaggi che si possono riconoscere c'è un “signor direttore degli effetti speciali” (ho preferito tradurre “director” con “direttore” anziché “regista”, che mi sembrava più in linea con la figura) che è chiaramente Eiji Tsuburaya, l'unico pazzo furioso che fuma continuamente sul set, che poi era una delle sue caratteristiche reali!

Che tipo di narrazione ci dobbiamo aspettare?

In generale la storia è “a strati”, ho inserito le mie grandi passioni e ho naturalmente riversato tutta la documentazione accumulata nel corso dei miei anni da collezionista, ma cercando di esemplificare il tutto per non dare vita a un'opera pedante o didascalica. L'intento è raccontare un'emozione che è doppia: innanzitutto quella del protagonista, che deve confrontarsi con le sue passioni in rapporto alla realtà. Le sue passioni lo limitano e quando la realtà irrompe nella sua vita deve farci i conti. E poi c'è l'emotività del racconto, legata al modo in cui io vivo le mie passioni per il cinema e la letteratura di fantascienza. Il tutto sperando di essere lieve, ma lasciando comunque dei segni nella memoria del lettore. In questo modo credo e spero che il lettore appassionato, quando leggerà la storia, vi ritroverà gli elementi che conosce e che ama, mentre il neofita potrà comunque gustarla di per sé.

Come hai lavorato per ottenere questo equilibrio?

Sono sempre molto critico nei confronti del mio lavoro, ma ero consapevole dei rischi: parliamo in fondo di argomenti che sono ormai considerati “vecchi” e quindi un lettore più giovane potrebbe trovarli noiosi o incomprensibili. Anche magari se pensiamo a un lettore appassionato di fantascienza, ma per cui il genere inizia con La minaccia fantasma, per ragioni anagrafiche. Per questo ho cercato di esemplificare la rappresentazione della realtà, che è fedele ma non ingombrante. Allo stesso tempo, il rischio opposto che si può creare è che qualcuno trovi la storia troppo leggera e priva di sostanza. Mi sono fatto carico di tutto questo, operando le mie scelte: è una sfida che posso perdere, ma nel caso lo avrò fatto volentieri.

Dal versante stilistico, invece?

Questa storia è realizzata seguendo una serie di criteri che mi sono imposto di recente nel mio modo di scrivere, anche in testate come Nathan Never. Quindi non più le canoniche sei vignette bonelliane per pagina, ciascuna con un dialogo, ma preferibilmente tre vignette di cui solo metà con il dialogo. Questa scelta di dare più forza all'impianto visivo per rendere il racconto più fluido, mi limita sul numero di informazioni che posso trasmettere. Perciò ho preferito una storia meno densa, ma più intrigante, anche per un lettore che non conosce l'argomento. Poi magari – e sarebbe il mio desiderio più grande, da appassionato – tutto questo farà venire voglia di scoprire un universo che stiamo rapidamente dimenticando e che qualcuno oggi trova addirittura “brutto”. Purtroppo, e me ne rendo conto quando ho a che fare con ragazzi più giovani, manca la prospettiva storica e se si vede un film del passato lo si ritiene addirittura “girato male”, perché lo si paragona con le tecniche di oggi. Lo scopo della mia storia, all'interno di una collana che si chiama Le Storie, è proprio quello di far percepire la Storia: per quello partiamo dalla Seconda Guerra Mondiale e attraversiamo lo sviluppo del Giappone. Si innesca insomma un meccanismo che fa capire che il tempo passa e la vita è un'evoluzione delle cose. Il tutto presentato in maniera molto semplice, quasi come in una fiaba.

Visto che hai citato l'impianto visivo, parlami anche del lavoro svolto insieme a Maurizio Rosenzweig con i suoi disegni.

Maurizio ha fatto un lavoro veramente pazzesco ed è stato fondamentale per filtrare l'iconografia del tempo attraverso il suo sguardo d'artista. Il suo stile di disegno non è realista, rielabora la realtà in modo molto personale e questo ci è servito per esaltare l'aspetto fiabesco della storia. Con lui abbiamo inoltre lavorato per inserire una marea di dettagli ma in modo che nulla fosse superfluo rispetto all'economia del racconto: abbiamo insomma evitato di crogiolarci nella rappresentazione di quel mondo.

L'invasione degli astromostri è sicuramente un film molto particolare all'interno della saga di Godzilla, è il primo in cui il Giappone si rappresenta come una superpotenza che può permettersi di viaggiare nello spazio al fianco degli Stati Uniti, trattando da pari a pari con gli alieni in rappresentanza del mondo. Sono stati questi gli elementi che ti hanno portato a sceglierlo come set del racconto o c'è dell'altro?

C'è innanzitutto una motivazione personale: il mio primo ricordo di Godzilla è legato alla visione del trailer de L'invasione degli astromostri quando ero molto piccolo. Mi colpì subito il titolo molto evocativo e fui terrorizzato da King Ghidorah, ovviamente. Quegli aspetti che citi sono stati pure fondamentali e inseriti nel racconto, i lettori se ne accorgeranno (anche in questo caso non voglio rivelare troppo). Il mio primo film di Godzilla, insomma, è stato anche quello in cui sono presenti elementi così importanti come i viaggi nello spazio: una coincidenza davvero fortunata!


 

Godzilla visto da Giuseppe Latanza


 
  

La serata evento che si è svolta il 3 Luglio scorso al cinema Bellarmino di Taranto, in occasione dell'uscita nazionale di Shin Godzilla, ha visto protagonista – oltre ad Antonio Serra – la scuola pugliese di Grafica e Fumetto Grafite, grazie alla disponibilità del suo fondatore e coordinatore Gian Marco De Francisco.

Nell'occasione, gli spettatori hanno potuto assistere a un live sketching a tema, portato avanti dagli allievi della scuola e dal docente Giuseppe Latanza. Nato a Grottaglie, in provincia di Taranto, nel 1987, Giuseppe Latanza è fumettista e illustratore dal 2009 e ha collaborato con realtà quali Editoriale Aurea, Delta Editrice e Cronaca di Topolina/Amici del Fumetto; fra i suoi lavori si ricorda inoltre El Bastardo per le Edizioni Inkiostro.

Oggi siamo in grado di mostrarvi il disegno che Giuseppe ha realizzato durante la serata (cliccando sull'immagine, potete vederne una versione ingrandita):

 

Per l'occasione, l'artista tarantino ci ha rilasciato una dichiarazione che spiega le sue scelte estetiche e contenutistiche:
 

Sono un fan di Godzilla fin da piccolo, ho visto il primo film (nella versione rimontata americana) su Telenorba, verso la metà degli anni Novanta e quindi mi fa sempre molto piacere disegnarlo. Con quest'opera ho voluto esprimere il classico concetto di Godzilla come forza della natura che distrugge quanto l'uomo ha creato, declinato naturalmente su Shin Godzilla. Non avevo visto il film prima di realizzare l'opera (l'ho scoperto con voi sul grande schermo quella sera), ma conoscevo Hideaki Anno e quando avevo scoperto che stava dirigendo un film di Godzilla sono rimasto entusiasta, per cui ho voluto omaggiarlo. Lo schizzo di base l'ho realizzato prima della serata, perché sapevo che il tempo a disposizione non sarebbe stato molto, d'altra parte avevo già esperienze di inchiostrazione live e quindi sapevo come muovermi. Sono partito dalle immagini reperibili, anche se a parte qualche fotogramma e qualche concept non si trovava molto: ho cercato di recuperare comunque più materiale possibile, accompagnando il resto con la mia creatività, in fondo la fisionomia di Godzilla resta sempre riconoscibile.

 

Nella stessa serata, Giuseppe ha fatto anche omaggio di una sua opera ad Antonio Serra, che vede Godzilla accanirsi sulla centralissima Piazza Garibaldi di Taranto.

 
 

Quest'opera nasce in seno all'AdolescenDay, la manifestazione sul fumetto che si svolse nel centro di Taranto nel 2014: in quello stesso anno uscì il Godzilla di Gareth Edwards. Anche in quel caso il disegno è nato prima del film, c'era solo il trailer, ma ho subito pensato di disegnare Godzilla che torreggiava su Taranto. Negli eventi mi piace infatti realizzare delle opere in cui siano presenti elementi del luogo, eravamo in Piazza Garibaldi e quindi ho collocato lì Godzilla fra le fiamme, proprio quello del MonsterVerse e non quello giapponese. Preparai la matita a casa, e nello stand di Grafite lo orchestrai Live. Nell'occasione coinvolsi anche altri studenti, che realizzarono pure sul posto dei disegni su Godzilla a matita.

 

Decisamente una passione che traspare tutta! Ringraziamo quindi Giuseppe per la sua disponibilità, e, per chi non era presente, riproponiamo uno scatto dalla serata, con l'artista e gli allievi di Grafite al lavoro:


 


 

Trailer ufficiale di Pacific Rim: La rivolta


 
  Come annunciato da parecchie fonti, è arrivato il primo vero e proprio trailer di Pacific Rim: La rivolta.

Il filmato arriva grazie al New York Comic-Con, e Universal ha già caricato sul suo canale YouTube la versione italiana:



Di seguito, invece, quella originale che riprendiamo dal canale YouTube di Legendary:



Il film, diretto da Steven S. DeKnight, debutterà nelle sale americane il 23 Marzo 2018. Più o meno nello stesso periodo arriverà anche l'uscita nel nostro paese (da notare che IMDB riporta invece il 13 Aprile 2018 per la versione italiana).

 

Sinossi ufficiale di Pacific Rim: La rivolta!


 
  

Nuovo aggiornamento sul seguito di Pacific Rim perché è stata diffusa la sinossi ufficiale, che riprendiamo da Screen Rant!

Prima di riportarla anche qui, doverosamente tradotta in italiano, riportiamo un altro dato molto interessante, svelato da Best Movie. Il titolo italiano del film sarà Pacific Rim: La rivolta.



Ecco la sinossi:

Il conflitto mondiale che ha visto affrontarsi gli inarrestabili mostri di un'altra dimensione e le super macchine costruite dall'uomo era solo il preludio all'attacco a tutto campo contro l'umanità di Pacific Rim: La rivolta.

John Boyega (Il risveglio della Forza) interpreta il ruolo principale del ribelle Jake Pentecost, ex promettente pilota di Jaeger e figlio del leggendario padre che ha dato la vita per assicurare all'umanità la vittoria contro i mostruosi Kaiju. Da allora, Jake ha abbandonato il suo addestramento ed è rimasto invischiato un sottobosco criminale. Ma quando una minaccia ancora più temibile si fa strada e distrutte le città riducendo il mondo in ginocchio, per il protagonista si profila una nuova occasione di raccogliere l'eredità paterna. A fornirgliela è la sorella adottiva Mako Mori (Rinko Kikuchi) – ora alla guida di una nuova generazione di coraggiosi piloti, cresciuti all'ombra della guerra. Mentre cerca giustizia per i caduti, il gruppo spera di riunirsi in una rivolta totale contro le forze che vogliono destinare il pianeta all'estinzione.

Jake si unisce così al capace pilota rivale Lambert (Scott Eastwood, Fast & Furious 8) e all'hacker quindicenne Amara (la debuttante Cailee Spaeny), e gli eroi del PPDC diventano l'unica famiglia rimastagli. Si forma così la più potente forza di difesa che la Terra abbia mai avuto, pronta a regalarci un'avventura spettacolare su scala planetaria.


 

Nuovi poster per Pacific Rim: Uprising!


 
  

Con le riprese finite a Marzo e il video virale diffuso a Luglio, ci aspettavamo qualche novità a proposito di Pacific Rim: Uprising e non siamo stati delusi!

Il film di Steven S. De Knight può infatti sfoggiare i suoi primi poster ufficiali, e per la precisione...

Un character poster di Jake Pentecost (interpretato da John Boyega) con il suo Jaeger, Gipsy Avenger, sullo sfondo:

Un secondo character poster, stavolta di Nate Lambert (l'attore Scott Eastwood), che sarà il co-pilota di Gipsy Avenger insieme a Pentecost:

E uno strepitoso poster promozionale:

Mentre aspettiamo l'uscita ufficiale nelle sale americane di Pacific Rim: Uprising che, come sappiamo, è ora fissata al 23 Marzo 2018, restiamo in attesa del primo trailer vero e proprio, che dovrebbe essere diffuso a giorni. Continuate a seguirci!


 

Terminate le riprese di Godzilla 2!


 
  

Iniziate il 19 Giugno scorso, le riprese del sequel di Godzilla sono finalmente terminate il 27 Settembre!

 

A darne notizia è stato infatti il regista Michael Dougherty attraverso un post su twitter:

(Riprese finite. Grazie ai miei straordinari cast e crew)

 

Nelle settimane precedenti, Dougherty aveva fornito qualche altra immagine. Ripercorriamo quindi a ritroso la cronologia attraverso i suoi post su Twitter.

26 Settembre: Ultimo giorno:

22 Settembre: Giorno 69

(questa immagine ha creato molto scalpore perché si vede il volto di Godzilla, ma non ci sono elementi per assicurare che si tratti di un design definitivo, e inoltre la foto non permette speculazioni di sorta)

22 Agosto: nessuna immagine, ma il link a un articolo che avverte come alcune scene del film si siano svolte anche a Città del Messico.

14 Agosto: Giorno 41

(questa immagine dell'Oxygen Destroyer è molto interessante, ma è stata praticamente ignorata: ci sarà un riferimento diretto alla storica arma nel film? Si suggerisce il futuro arrivo di Destoroyah? O è solo il post divertito di un regista/fan? I nostri canali attendono le vostre speculazioni!)


31 Luglio: Giorno 30

26 Giugno: Giorno 6 (con... il cast!)

E naturalmente il 19 Giugno con l'inizio, già postato in una precedente news:

L'uscita di Godzilla 2 (ancora non abbiamo un titolo ufficiale!) resta comunque fissata al 2019: ci sarà dunque tempo per la lunga post-produzione dedicata ai quattro mostri protagonisti, Godzilla, Rodan, Mothra e King Ghidorah. Speriamo di vedere appena possibile un teaser trailer!


 

Shin Godzilla: trailer home video!


 
  

Il prossimo 8 Novembre, come abbiamo già riferito, saranno finalmente disponibili le attesissime edizioni Blu-Ray Disc e DVD di Shin Godzilla.

 

Poche ore fa Dynit ha caricato, sul suo canale YouTube, il trailer delle edizioni home-video, che riprende in larga parte quello cinematografico ma, alla fine, aggiunge qualche dettaglio in più sulle nuove uscite:

 


Possiamo infatti notare dalle immagini come le edizioni First Press siano in versione slipcase (con sovracover in cartoncino) e, oltre ai due dischi (uno per il film e uno per i contenuti speciali) conterranno anche un booklet di 16 pagine.

 

Inoltre viene promesso l'audio italiano nella curiosa codifica 3.1.

Aspettiamo, naturalmente, che sia resa nota la lista dei contenuti video per avere un'idea molto più definita delle edizioni.


 

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