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Fantaclassici e FantascientifiCast su Godzilla 2


 
  

Squadra che vince non si cambia, recita il motto, e anche in occasione dell'uscita di Godzilla II – King of the Monsters, Fantaclassici e FantascientifiCast si ritrovano unite per discuterne.

Nella nuova puntata, dal titolo “I Kaiju invadono Odessa! Pavia è in pericolo!” potrete infatti ascoltare una breve chiacchierata fra il nostro Davide Di Giorgio e Omar Serafini, “catturata” alla fine della visione del film.

La discussione arriverà in coda a quello che sarà l'argomento principale della puntata, già deducibile dal titolo, ovvero la partecipazione di Antonio Serra a Pavia per raccontare il fumetto Odessa e Godzilla: un'unione di appassionati, insomma, per celebrare il sauro atomico.

La puntata, numero 315, sarà disponibile da domani, Venerdì 14 Giugno, sul sito di FantascientifiCast a partire dalle ore 10:30. Buon ascolto a tutti!


 

Intervista esclusiva a Shinya Tsukamoto


 
  

Nome di punta del cinema giapponese degli ultimi trent'anni, Shinya Tsukamoto è un Maestro del fantastico che nei suoi film ha riflesso tanto la passione per la tradizione dei mostri quanto la voglia di esplorare le ossessioni dell'animo umano – al punto che le sue più recenti pellicole prendono pure le distanze dal genere. Sebbene la sua opera sia più spesso ricondotta al filone cyberpunk di cui il suo Tetsuo resta una delle testimonianze cinematografiche più autorevoli, la sua figura si iscrive anche in quella cerchia di nomi che a vario titolo hanno avuto a che fare con Godzilla (basti pensare alla più recente esperienza d'attore in Shin Godzilla).

L'occasione per discutere con l'autore dei percorsi che lo hanno legato alla tradizione del fantastico nipponico (e anche di celebrare con lui il trentennale di Tetsuo) è arrivata lo scorso 28 Maggio, quando Tsukamoto è stato ospite dell'ottava edizione di Registi fuori dagli sche(r)mi, la rassegna pugliese curata da Luigi Abiusi, critico cinematografico e direttore della rivista Uzak. L'appuntamento, che si svolge presso il Cineporto di Bari, è infatti dedicato a opere e autori scarsamente considerati dalla distribuzione italiana e che invece costituiscono una serie di testimonianze inestimabili sulla vitalità del cinema odierno. Un ritratto cui la figura di Shinya Tsukamoto aderisce perfettamente.

Vogliamo perciò rivolgere un ringraziamento particolare a Luigi Abiusi che ci ha permesso di intervistare Shinya Tsukamoto, con cui abbiamo affrontato vari argomenti della sua opera. A voi invece il nostro auguro di buona lettura!

 

Signor Tsukamoto, in passato ha dichiarato che una delle sue passioni da bambino era la serie televisiva Ultra Q, che in Italia non è mai arrivata. Ce ne può parlare?

Quando andava in onda la serie avevo all'incirca sei anni e costituisce uno dei miei primi ricordi legati alla narrazione per immagini. Allora non avevo ancora maturato una mia idea di cinema, e mi colpiva la struttura delle puntate in cui gli elementi fantastici e assurdi scaturivano all'improvviso dalla vita quotidiana. Questo aspetto ha avuto un forte impatto su di me e mi ha spinto a interessarmi a narrazioni di impronta surreale.

 

Da quel che sappiamo in Giappone Ultra Q è considerata una serie fondamentale nella storia della televisione, ce lo conferma?

In realtà l'impatto all'epoca non fu particolarmente grande, è una serie che ha goduto soprattutto di una riscoperta a posteriori, tanto che oggi è disponibile nei formati digitali e il pubblico continua a vederla e amarla.

 

Una personalità sicuramente fondamentale è comunque quella di Eiji Tsuburaya, che produceva la serie con la sua società. Trova che la sua figura sia stata di ispirazione per il suo approccio al fantastico?

Sicuramente, Tsuburaya ha rappresentato l'origine di tutto quello che è legato ai kaiju e al cinema fantastico giapponese, quindi la sua eredità rappresenta un valore indiscutibile per chiunque si approcci al genere.

 

Nonostante questo, però, l'uso degli effetti speciali che Tsuburaya faceva nei suoi film era legato alla “fuga della realtà”: lo spettatore era portato a confrontarsi con mondi fantastici e creature leggendarie e come diceva anche lei dalla quotidianità si passava all'assurdo. Al contrario, trovo che nei suoi film l'effetto sia invece orientato a “tornare nell'umanità”, lei lo usa in senso espressivo per raccontare le ossessioni dell'animo umano. È d'accordo con questa distinzione?

L'elemento del cinema di Eiji Tsuburaya che mi ha ispirato maggiormente è la trasformazione, che io ho cercato però di declinare in modo più personale, descrivendo l'unione fra il corpo umano e quello meccanico. Quindi ho voluto staccarmi dalla tradizione del robot o del cyborg per avvicinare di più questo immaginario alla realtà del corpo di carne. In questo ravviso senz'altro un elemento di differenza.

 

La trasformazione in effetti è uno degli elementi che per primi si evidenziano nel suo cinema: già uno dei suoi primi lavori in Super 8, The Phantom of Regular Size - Futsû saizu no kaijin, mostrava un uomo che diventava un mostro per poi scagliarsi contro i cittadini di Tokyo. La mutazione ritorna poi anche in opere come Tetsuo. Vorrei approfondire il concetto e capire perché l'affascina tanto.

La trasformazione è una componente che nel cinema fantastico ha sempre giocato un ruolo di primo piano: anche nella tradizione occidentale ci sono creature come il lupo mannaro legate all'idea della mutazione. Mi viene in mente pure il video di Michael Jackson, Thriller, che all'epoca mi ha colpito parecchio. Quindi nel confronto con il fantastico era un elemento che mi attraeva per la sua lunga storia e per la versatilità, che permette di affrontare vari registri espressivi. Così ho cercato di utilizzarlo in modo personale, ragionando anche sulla fusione del corpo e della macchina e sull'elemento della sessualità.

 

 

Quel suo primo lavoro in Super8 ci risulta non sia uscito in home video (potete vederlo qui sopra, ripreso da YouTube ndr), c'è speranza sia recuperato?

Purtroppo i materiali originali non sono in buono stato, servirebbe molto lavoro e anche dei finanziamenti importanti per riportarlo a una forma buona per la distribuzione. Il mio lavoro successivo, L'avventura del ragazzo del palo elettrico, per fortuna è invece disponibile e ripropone alcuni dei temi di quell'opera precedente.

 

Certo, così come molto confluisce in Tetsuo, di cui ricorre quest'anno il trentennale. Ci può raccontare com'è nato?

Come dicevo prima, l'elemento della trasformazione è stato il primo ad attrarmi. All'epoca non esisteva ancora una definita scena di film cyberpunk, ma il filone riusciva comunque a emergere all'interno di vari lavori. Penso all'opera di David Cronenberg, ad esempio, che è stata una fonte di ispirazione per noi che abbiamo affrontato il genere, possiamo considerarci artisticamente tutti suoi “figli”. Un altro nome che mi viene in mente è Dario Argento, per come univa violenza e desiderio. Così, durante la lavorazione di Tetsuo ho seguito le ispirazioni e affrontato i temi che trovavo più interessanti: in questo modo ho avuto la percezione di stare facendo qualcosa di diverso rispetto allo scenario esistente.

 

Quali problemi ha comportato la lavorazione del film?

Le difficoltà principali erano legate al budget che era molto basso, quindi ho dovuto fare di necessità virtù, utilizzando tutto quello che riuscivo a trovare e in questo modo mi sono accorto che riuscivo a determinare comunque un'estetica funzionale. La lavorazione è durata molto e un'altra delle difficoltà cui ho dovuto far fronte è stata la capacità di mantenere il controllo sui collaboratori, perché lo stress remava decisamente contro. In alcuni casi dovevo isolarmi completamente per riuscire a mantenere la lucidità necessaria e questo aspetto mi faceva soffrire.

 

Gli effetti speciali del film sono stati realizzati direttamente da lei?

Tetsuo è stato un lavoro di squadra, ho cercato di coinvolgere sempre tutto lo staff e quindi non abbiamo avuto un responsabile unico degli effetti speciali, ognuno apportava del suo, anche procurando i materiali necessari alla resa del film. Le soluzioni venivano vagliate e discusse all'interno di lunghi brainstorming.

 

Sappiamo che da anni progetta anche di realizzare un vero kaiju eiga: quali aspetti del genere vorrebbe esplorare?

È vero, è un progetto che coltivo da anni e anche per questo preferisco non anticipare dettagli sull'idea. Sicuramente si tratta di un tipo di film che rientra nel genere e che vedrebbe opposti un kaiju “eroe” contro uno “cattivo”. Il resto lo vedrete sullo schermo, se riuscirò a realizzarlo.

 

Un piccolo kaiju eiga, però, lo ha realizzato davvero: è il cortometraggio Abandoned Monsters per il ciclo Venezia 70: Future reloaded (potete vederlo qui sotto, nrd). Come lo ha pensato e realizzato?

(ride) L'idea è partita da mio figlio, che è un grande appassionato di kaiju eiga. Così ho pensato di realizzarla insieme a lui: la sceneggiatura e la realizzazione del mostro e del robot di cartone sono sue, io mi sono concentrato sulla struttura d'insieme, cercando di dare un'impronta più definita all'idea, e lavorando sul montaggio. Sono contento che lo abbiate notato. Un'altra mia idea è il “continua” finale, mi piaceva trasmettere il concetto che queste storie passeranno alle nuove generazioni perché le portino avanti. Dopotutto, in forma più seria, il tema del futuro che stiamo lasciando ai nostri figli è centrale anche negli ultimi film che ho realizzato, come Nobi o Zan.

 

 

Ci parli adesso della sua esperienza di attore in Shin Godzilla. Come è stato coinvolto?

È stato uno dei due registi, Shinji Higuchi, a chiamarmi. Inizialmente non avevo capito bene che tipo di personaggio avessero in mente. L'indicazione che mi aveva dato l'altro regista, Hideaki Anno, infatti, è stata solo una: dovevo adottare un tipo di recitazione molto veloce e concitata. Così ho imparato letteralmente in corsa che tipo di ruolo avevo nella storia, l'importanza del personaggio e questo mi ha permesso di restare coinvolto appieno nella lavorazione.

 

Da persona che ha sempre lavorato sul concetto di mutazione che ne pensa del design dello Shin Godzilla, che appare molto diverso da quello tradizionale del sauro?

È vero e ci sono alcuni particolari molto interessanti, come le zampe anteriori deformi, con i palmi rivolti verso l'alto. La bravura degli autori è stata inserire questi aspetti all'interno di una forma che resta comunque legata a quella della tradizione, per cui l'insieme risulta molto ben fatto.

 

Shin Godzilla ha un approccio particolare rispetto alla tradizione anche per la serietà delle sue tematiche, che ricorda il tono del primo Godzilla, un film drammatico legato alla bomba atomica. In altri film, invece, la saga si è indirizzata verso un pubblico più giovane. Oggi in Giappone come viene percepito il kaiju eiga, come un genere buono soltanto per i ragazzi o come un tipo di cinema importante, capace di affrontare tematiche mature?

È difficile dare una risposta univoca. Allo stato attuale il genere si articola su più fronti, alcuni prodotti sono indubbiamente indirizzati soprattutto ai giovani, ma trovano spazio anche produzioni serie in grado di veicolare tematiche importanti o di mostrare scene più violente, che in questo modo riescono a coinvolgere un pubblico più adulto. Shin Godzilla ne è certamente un esempio.

 

La sua opinione sul film qual è?

Inizialmente sono stato spiazzato dalla poca presenza di Godzilla nel film, ma poi ho capito che invece questo ha creato un clima di anticipazione che rendeva più forti i momenti con il mostro. La prova finale l'ho avuta con mio figlio, che come spiegavo prima è un grande appassionato del genere e ha amato molto il film. È un'opera molto affascinante.

 

Altre persone che abbiamo intervistato affermano che il film può essere compreso soltanto da chi vive in Giappone, per la particolare sensibilità che ne traspare e il legame con l'attualità del paese. Lei è d'accordo?

Non saprei, come ho già accennato credo si sia riusciti a trovare una buona sintesi fra tradizione e modernità, infatti il film è stato venduto in tutto il mondo.

 

In questi giorni nelle sale esce un nuovo film della saga, stavolta di produzione americana. Secondo lei perché il pubblico di tutto il mondo continua a essere affascinato da Godzilla?

(ride) Il segreto di Godzilla è un mistero che non riesco a decifrare nemmeno io. Forse dovrei essere io a intervistare voi per capire perché dall'altra parte del mondo continuano ad amare tanto il personaggio!


 

5 curiosità (e citazioni) di Godzilla 2!


 
  

Mentre prosegue il suo percorso nelle sale, riveliamo qualche ulteriore dettaglio di Godzilla II – King of the Monsters: la mitologia e il ricco sistema di riferimenti messo in piedi da Michael Dougherty offre infatti molto materiale per espandere la discussione.

Naturalmente la lettura è raccomandata solo se si è già visto il film.

 

1. Mothra, la sua mitologia e il suo ruolo

Mothra è il kaiju che nell'universo Toho veicola la mitologia più ricca e la sua apparizione nel film non poteva certo trascurare questo aspetto, anche se il ruolo da comprimario stavolta la costringe a un minore (ma comunque significativo) tempo sullo schermo.

Sappiamo già che le macchie sulle ali sono state disegnate in modo da richiamare gli occhi di Godzilla e stabilire così la relazione simbiotica che lega le due creature.


In un post su Twitter, Michael Dougherty spiega inoltre che la possibilità di Godzilla di evolvere in Fire Godzilla (che vediamo nel finale del film) è un altro effetto della simbiosi: quando Mothra viene uccisa da King Ghidorah, la sua aura ricopre il sauro, permettendogli l'evoluzione (qualcosa di simile si era vista in Godzilla vs. Mechagodzilla con la fusione tra Godzilla e Rodan). Dougherty ha anche spiegato che si tratta di uno status eccezionale, e che Godzilla non può richiamarlo a piacimento.


Altro elemento importante riguarda le fatine gemelle. A un certo punto della storia scopriamo infatti che il personaggio di Zhang Ziyi, la dottoressa Ilene Chen, ha una sorella gemella e che questo è un tratto fondamentale della sua famiglia. La gemella della dottoressa Chen, ovvero la dottoressa Ling, si vede nel film quando il bozzolo di Mothra si schiude e lei è lì ad assistere. Qui sotto l'attrice nei due ruoli, notate come Chen ha i capelli corti, mentre Ling li ha più lunghi:

Ecco una "foto di famiglia" condivisa da Dougherty dove il differente look delle gemelle si percepisce in maniera più chiara, cliccando sull'immagine sarete reindirizzati alla versione più grande e completa:



Il riferimento/omaggio alla tradizione delle Shobijin/Cosmos/Elias è confermato dal fatto che la foto con le nonne della scienziata, che si vede nel film, porta la data 1961 (che è proprio l'anno in cui uscì il primo Mothra) e la location è Infant Island. Com'è noto, l'isola in questione è proprio il luogo in cui “vive” la dea falena nell'universo Toho.

Tutto questo offre degli spunti interessantissimi, che potrebbero essere affrontati in future opere: il riferimento all'Infant Island è soltanto un omaggio o l'isola esiste davvero nella “geografia” del MonsterVerse? Le due gemelle interagiranno in futuri film?

Quanto alla domanda se Mothra sia morta, ricordiamo che il ciclo vita-morte-rinascita è tipico del personaggio e già i titoli di coda mostrano il ritrovamento di un uovo che potrebbe appartenere proprio alla falena.

 

2. I mostri del film

Nel corso della storia, il dottor Serizawa ci informa che i Titani avvistati dalla Monarch sono 17. Nel film ne vediamo 9, con lo spazio maggiore concesso ai più famosi ovvero Godzilla, King Ghidorah, Rodan e Mothra. Gli altri cinque appaiono meno, ma sono comunque ben visibili e sono:

Kong (che non ha bisogno di presentazioni)

Scylla (il ragno gigante, il suo sito era in Arizona, è uno dei due famosi “altri mostri” dei trailer, foto sotto in alto)

Methuselah (il mostro-montagna, l'altro titano ignoto del trailer, che come sappiamo si trova a Monaco, in Germania, foto sopra in basso)


Behemot (il mammuth/gorilla, si trova in Brasile)

Un nuovo MUTO femmina (non è ben chiara la location da cui proviene, possiamo comunque presumere che sia sempre in America). La foto sotto è un concept art dal primo film:

Più confusa la situazione degli altri 8, ci si basa su quanto riportato sui monitor della base Monarch e in rete si trova la seguente lista:

  • Mokele-Mbembe
  • Baphomet
  • Tiamat
  • Typhoon
  • Abaddon
  • Leviathan
  • Sargon
  • Bunyip

 

La lista è comunque da considerarsi suscettibile di integrazioni: mancano infatti i mostri apparsi nei fumetti e quelli che abbiamo già visto su Skull Island. Il che ci porta al punto successivo.

 

3. Altri mostri celebri fuori lista

Sta facendo molto discutere la presenza, nell'artbook ufficiale del film, di alcune silhouette molto famose (le foto provengono tutte dal twitter di Kaiju News Outlet):

Gigan

Kumonga

Kamacuras

Anguirus

Otachi (da Pacific Rim)

Naturalmente è molto presto per capire se si tratta anche qui di soli omaggi o di una “dichiarazione d'intenti” per sviluppi futuri. Molto più interessante è l'ultimo nome coinvolto. Questa immagine, infatti, sembrerebbe chiamare in causa addirittura Gamera:

Non è la prima volta che si suggerisce la possibilità che la tartaruga volante entri nella famiglia. Nei titoli di testa di Kong: Skull Island, infatti, compare di sfuggita un MUTO alquanto particolare:

Naturalmente la presenza di Gamera nel MonsterVerse è legata a complesse questioni di diritti, quindi non diamo nulla per scontato. Di sicuro lo spunto è molto interessante.



4. La tana di Godzilla

Il “luogo” in cui Godzilla si reca per rigenerarsi è un autentico e affascinante mistero del film: un tempio sottomarino risalente a un'epoca precedente alle civiltà greche e romane. Di cosa si tratta precisamente? Se fosse Atlantide sarebbe un ulteriore indizio in più circa la presenza di Gamera (che nella serie Heisei proviene proprio dal continente perduto). Attenzione però alle conclusioni affrettate!



Dougherty su Twitter spiega infatti che il tempio è ispirato alle misteriose Strutture Yonaguri che si trovano in Giappone. Un modo per suggerire che forse quell'antica civiltà dell'antico Giappone potrebbe essere stata la prima sulla Terra a entrare in contatto con Godzilla.

 

5. Altre caratteristiche dei kaiju e piccole citazioni della tradizione

Dougherty fornisce qualche piccolo dettaglio anche sulla biologia dei kaiju. Intanto le creste dorsali di Godzilla sono un po' come le corna dei cervi, crescono, si rompono, cambiano forma (ecco perché sono diverse rispetto a quelle del primo film). Relativamente a Ghidorah, invece, la testa che si rigenera conserva le memorie e la personalità della precedente: i neuroni del mostro sono infatti sparsi in tutto il suo corpo e permettono così di mantenere la memoria genetica del pezzo reciso.

Segnaliamo infine due piccole citazioni dal passato: uno riguarda i cannoni della base Castle Bravo che sono dei “Maser”, come quelli della serie Showa. E poi c'è la portaerei U.S.S. Brody, un omaggio al protagonista del precedente film di Gareth Edwards.


 

Godzilla 2: la recensione!


 
  

Ci avviamo a completare la prima settimana di programmazione di Godzilla II – King of the Monsters nelle sale italiane (e non solo) ed è quindi tempo di iniziare a tirare le somme.

Mentre le discussioni impazzano sul forum e sulla nostra pagina Facebook, aggiungiamo un altro tassello con la recensione, a cura del nostro Davide Di Giorgio, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Naturalmente continuiamo ad aspettare i vostri pareri sui nostri canali, nel frattempo buona lettura e buona visione:

[CINEMA] Godzilla II – King of the Monsters


 

Godzilla 2 da oggi al cinema!


 
  

Finalmente è arrivato il grande giorno, da oggi Godzilla II – King of the Monsters di Michael Dougherty sarà visibile nelle sale italiane! Il percorso che ci ha portato fin qui è stato costellato di 80 news (potete trovare l'elenco nel nostro forum) e ora è tempo di godersi la visione e confrontare i pareri.

A questo proposito sono attivi i topic sulla pagina Facebook e sul forum, dove è possibile postare le impressioni del dopo sala. Al momento, nonostante le anteprime già svoltesi in varie località, non è ancora intervenuto nessuno, aspettiamo i vostri pareri!

Nel frattempo, segnaliamo alcune sfiziosità, iniziando dal poster che l'artista e amico di Fantaclassici Jack Poliseno ha dedicato al film e che potete ammirare esposto al multiplex La città del cinema di Foggia. Similmente a quanto accaduto in alcuni artwork ufficiali, anche qui Godzilla si “accanisce” contro un monumento esistente, in questo caso la cattedrale di Troia, la cittadina pugliese in cui Poliseno vive e lavora. Un bel gesto di affetto per il proprio luogo d'origine.

Ecco la dichiarazione del direttore del cinema a proposito dell'opera:

In occasione dell’anno del millennio della città di Troia, l’artista locale Jack Poliseno™ ha creato una locandina che raffigura il famoso mostro giapponese Godzilla mentre invade e distrugge la nostra città, puntando, ovviamente, la famosa Cattedrale. Una visione insolita e bizzarra, come Jack ci ha abituati, della nostra cittadina, da sempre nel cuore di Jack, ed approfittando dell’uscita al cinema del nuovo capitolo delle avventure di Godzilla, ha pensato bene di creare qualcosa di “gigantesco” per annunciare i festeggiamenti del Millennio troiano. Come sempre, complimenti da parte di tutti noi!

 

Naturalmente invitiamo tutti gli utenti a condividere con noi le immagini dei cinema che dovessero presentare sfiziosità o anche soltanto le loro foto al momento di entrare in sala!

Concludiamo con due video, il primo, realizzato dall'americana Fandango (da non confondersi con l'omonima casa di produzione italiana) mostra alcune scene del film (senza spoiler) e le mette a confronto con la lunga tradizione di Godzilla:


L'ultimo e più commovente tributo, però, è questo spot del caffè Boss che rievoca il lavoro del leggendario Haruo Nakajima, primo e più grande interprete di Godzilla attraverso i decenni. Come sempre respect the past, embrace the future:
 


Cercate la vostra sala sul motore di ricerca del sito Warner e buone visioni a tutti!


 

Godzilla 2: tutte le anteprime!


 
  

La campagna promozionale italiana di Godzilla II – King of the Monsters si arricchisce di un altro tassello, ormai imprescindibile per i titoli “forti” della stagione: le anteprime speciali! Ne sono state annunciate alcune, che vediamo di seguito.

La prima proposta è arrivata da BadTaste.it, il più celebre sito italiano di news sul cinema, che ha annunciato l'anteprima il 29 Maggio (un giorno prima rispetto all'uscita effettiva) alle ore 22:30 presso il Cinema Arcadia di Melzo, in provincia di Milano, noto per avere uno degli schermi più grandi d'Europa. Per i dettagli rimandiamo al sito di BadTaste.

Quella di Melzo, però, non sarà la prima anteprima in ordine temporale, record che spetta a Cinecittà World, a Roma, dove la proiezione avverrà già domani, Domenica 26 Maggio alle ore 16:00. Per i dettagli e i bigletti, rimandiamo sia al sito di Cinecittà che a quello di Warner Bros Italia.


Infine, si torna a mercoledì 29 Maggio per le anteprime organizzate presso le catene di UCI Cinemas, anche in questo caso alle 22:30. In particolare, saranno interessati 47 cinema:

UCI Alessandria
UCI Ancona
UCI Arezzo
UCI Bicocca (Milano)
UCI Bolzano
UCI Cagliari
UCI Casoria (Napoli)
UCI Catania
UCI Certosa (Milano)
UCI Cinepolis Marcianise (Caserta)
UCI Curno (Bergamo)
UCI Fano (Pesaro-Urbino)
UCI Firenze
UCI Fiumara (Genova)
UCI Fiume Veneto (Pordenone)
UCI Jesi (Ancona)
UCI Lissone (Monza e Brianza)
UCI Luxe Campi Bisenzio (Firenze)
UCI Luxe Venezia Marcon
UCI Meridiana Casalecchio di Reno (Bologna)
UCI Messina
UCI Mestre
UCI MilanoFiori (Milano)
UCI Molfetta (Bari)
UCI Moncalieri (Torino)
UCI Montano Lucino (Como)
UCI Orio (Bergamo)
UCI Palariviera (San Benedetto del Tronto)
UCI Palermo
UCI Parco Leonardo (Roma)
UCI Perugia
UCI Pesaro
UCI Piacenza
UCI Pioltello (Milano)
UCI Porta di Roma (Roma)
UCI Porto Sant’Elpidio (Fermo)
UCI Red Carpet Matera
UCI Reggio Emilia
UCI Roma Est (Roma)
UCI Romagna Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena)
UCI Senigallia (Ancona)
UCI Seven Gioia del Colle (Bari)
UCI Showville Bari
UCI Sinalunga
UCI Torino Lingotto
UCI Verona
UCI Villesse (Gorizia)

Le prenotazioni sono possibili sul sito di UCI.


L'invito che rivolgiamo a tutti i lettori che eventualmente non avessero uno di questi cinema nelle vicinanze è di tenere in ogni caso d'occhio le programmazioni cittadine, a volte le sale aderiscono in via del tutto autonoma a iniziative del genere, quindi non tutto è perduto!

Già da domani saranno attivi sul nostro forum e sulla pagina Facebook i topic dove postare le impressioni post-visioni. Dopo l'uscita ufficiale del 30 Maggio, invece, arriverà sul sito la nostra recensione del film.


Concludiamo questa news con l'ultimo trailer del film, diffuso da poco. Attenzione perché contiene GROSSI SPOILER. Buone visioni a tutti!
 


 

Disponibile il fumetto di Godzilla 2!


 
  

Dopo le anticipazioni degli scorsi mesi è finalmente disponibile il fumetto Godzilla: Aftershock, scritto da Arvid Nelson e disegnato da Drew Edward Johnson, che funge da prequel agli eventi raccontati in Godzilla II – King of the Monsters.

Dobbiamo comunque precisare che a essere disponibile è purtroppo la sola versione in lingua originale (acquistabile anche da noi attraverso Amazon), mentre non ci sono notizie di una possibile edizione italiana.

Ecco la cover anteriore e quella posteriore:



A questa, facciamo seguire il trailer dell'opera:


Il volume si presenta in elegante formato cartonato, postiamo a questo proposito una videorecensione, è in inglese, ma rende in ogni caso possibile farsi un'idea chiara della proposta:


Ricordiamo che nei prossimi giorni usciranno anche la novelization ufficiale e l'artbook del film, entrambi sempre in lingua originale. In caso di eventuali e future edizioni italiane ne daremo naturalmente conto appena possibile.


 

Colonna sonora e prima clip da Godzilla 2


 
  

Dopo l'anticipazione di qualche settimana fa, è ora disponibile l'intera colonna sonora di Godzilla II – King of the Monsters!

Il primo passo lo ha mosso direttamente il compositore Bear McCreary, svelando il tema di Rodan sul suo account Twitter. Quindi l'intera soundtrack è arrivata su Spotify e anche su YouTube. Il CD invece sarà effettivamente in vendita dal 31 Maggio, giorno dell'uscita americana del film.


(il tema di Rodan, per gli altri brani seguire i link, facendo attenzione a possibili spoiler nei nomi delle tracce) 


Nel frattempo compare anche una prima clip effettiva dal film, dal titolo “King Ghidorah arrives in Boston”. Si tratta di una breve scena del film (in parte vista nei trailer) presentata in anteprima al Jimmy Fallon Show dove era ospite Millie Bobby Brown e ora disponibile online. Al momento abbiamo la sola versione inglese:

 

Concludiamo con un'ennesima foto dalla campagna Godzilla nel mondo, stavolta tocca all'India e l'ombra del sauro si staglia naturalmente sul Taj Mahal:

 


 

Poster e trailer cinesi per Godzilla 2


 
  

Proprio quando manca una settimana esatta all'uscita di Godzilla II – King of the Monsters nei cinema italiani, è ancora la Cina a rilanciare la campagna promozionale del film!

Dall'attivissimo paese asiatico arriva infatti un nuovo e stupefacente poster dai toni rossi e “infernali”:

Il manifesto si accompagna a quello che è presentato come “Final Trailer” sempre per il mercato cinese. Il filmato non presenta eccessivi spoiler (complice anche la breve durata e il montaggio molto serrato), ma non mancano ovviamente i momenti molto spettacolari. Lasciamo quindi la scelta di visione al lettore, vista l'uscita così imminente:

 

Come già noto, la Cina è stato il primo paese a dedicare al film una premiere alla presenza del cast e con tanto di statua. In un video postato da Gormaru Island su Facebook e dedicato proprio a quella serata, possiamo vedere un altro oggetto molto prezioso: un quadro cucito a mano con effetto rilievo, tipicamente cinese, poi donato, a quanto pare, al regista Michael Dougherty. La parte interessata inizia al secondo minuto, il primo è dedicato alle reazioni dei presenti (in cinese senza sottotitoli) e invitiamo i nostri lettori a fare attenzione perché vengono mostrate molte, forse troppe, scene del film. Vi consigliamo insomma di saltare direttamente alla parte del quadro! Per raggiunge il video è sufficiente cliccare l'immagine qui sotto, che ritrae l'opera finita:

 

Concludiamo con l'altra premiere, quella ufficiale americana per mostrare questo bello scatto, protagonisti sono Jason Liles (a sinistra), Alan Maxson (al centro) e Richard Dorton (in basso a destra), ovvero i tre attori che hanno fornito la motion capture per le teste di King Ghidorah. Doppio lavoro per Jason Liles, anzi, che ha contributo ad animare pure Rodan.

 

Ecco i tre, sempre alla premiere, in “formazione Ghidorah” con il compositore Bear McCreery:

 

E infine riuniti anche con Micheal Dougherty, che Liles su Facebook definisce "fearless leader" (capo senza paura):