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Uno sguardo a... Godzilla The Art of Destruction


 


   Uscito il 13 Maggio 2014, l'artbook dedicato al Godzilla di Gareth Edwards è distribuito dall'editore londinese Titan Books: lo firma Mark Cotta Vaz, autore del New York Times, che ha in attivo più di trenta libri – fra gli altri vale la pena citare almeno i volumi backstage della saga di Twilight (che rientrano fra le poche, se non uniche, sue opere distribuite anche in Italia) e il prezioso “Living Dangerously: The Adventures of Merian C. Cooper, Creator of King Kong”, utilizzato come fonte anche per il libro qui in analisi, in particolare per quanto attiene alle dichiarazioni di Ray Harryhausen.

Il libro si presenta come un massiccio volume cartonato con sovracopertina rossa e nera, con caratteri in rilievo (sollevata la copertina, il libro ci mostra una silhouette di Godzilla su fondo nero, pure questa in rilievo): le dimensioni sono di 27 x 24,2 x 2,1 cm e la foliazione comprende 172 pagine, per un peso di 1,4 chilogrammi.

L'introduzione del regista Gareth Edwards ci rivela la passione del regista per gli artbook, che fanno quindi intuire un diretto coinvolgimento nella stesura del volume: in effetti, oltre a essere prodigo di dichiarazioni, Edwards chiarisce anche come lo scopo di un libro del genere sia fornire al lettore una panoramica a 360° sugli stadi intermedi della lavorazione, durante i quali si passano in rassegna vari design fino alla scelta definitiva. Un processo che inevitabilmente rischia di innescare la classica reazione da “perché non hanno usato questo design?”: Edwards ammette che in passato ci è cascato anche lui e che soltanto lavorando a Godzilla ha compreso quanto invece sia necessario un lavoro di stesura e esplorazione di possibilità che porta a creazioni spesso affascinanti, ma destinate inevitabilmente a essere scartate, lungo la strada che porta al risultato finale.

La conseguenza di tutto questo è che l'artbook in questione non si limita soltanto all'arte: sono presenti concept e schizzi, oltre a un'interessante galleria di possibili versioni di Godzilla (alcuni li abbiamo anche già visti in una delle nostre news), ma nel complesso si è privilegiata una struttura di making of lineare, che esplora i vari stadi della lavorazione.

Scendendo nel dettaglio, il libro è diviso in tre macro sezioni.

Part One: Dreaming (48 pagine)

In questa sezione si analizzano le prime fasi, dall'ideazione da parte di Legendary Pictures, fino alla realizzazione del teaser trailer visto al Comic-Con e che in origine rientrava nel lavoro di assemblaggio di materiali per la presentazione del progetto alla Warner Bros. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, ci si sofferma poco sulla mitologia di Godzilla, privilegiando la testimonianza diretta di tutto ciò che ha portato unicamente al nuovo film. Sono presenti, fra le altre cose, delle importanti rivelazioni sulla trama originaria. In un primo momento, infatti, Godzilla doveva essere ibernato nei ghiacci della Siberia insieme alla creatura rivale e liberato incautamente dagli uomini. Sul perché questa idea sia stata scartata vengono fornite due spiegazioni: la prima è la presenza di scene con il ghiaccio già ne L'uomo d'acciaio, che hanno portato prudentemente a evitare l'effetto già visto (curiosa notare però l'analogia con Godzilla Final Wars, oltre che con il Megatron del primo Transformers); la seconda (fornita direttamente da Edwards) è che la scena si presentava poco funzionale dal versante visivo, perché la silhouette delle due creature nel ghiaccio non avrebbe reso chiaro agli spettatori di cosa si trattasse, rischiando di generare disorientamento. Si decise perciò di ripiegare sulla carcassa di un Godzilla ibernato, scena poi rielaborata e ambientata nel prologo sotterraneo delle Filippine che, stando al regista, si prestava meglio all'idea della natura violentata, con il suo evocativo cratere.

Da notare come vengano qui fornite anche delle più chiare indicazioni circa il rapporto fra Godzilla e i MUTO: l'idea dell'antagonista è della Legendary Pictures e compare già nel primo script, precedente il coinvolgimento di Edwards.

Abbiamo pensato “E se la creatura avesse una specie di relazione parassitaria con Godzilla?” ricorda Edwards. “Quando questi Godzilla erano sulla Terra, esisteva anche un'altra creatura capace di ucciderli e depositare le uova nelle loro carcasse. Pertanto, se queste creature fossero mai tornate, avrebbero avuto – come parte del loro ciclo vitale – la capacità di attirare Godzilla in superficie per ucciderlo e così riprodursi. Così abbiamo deciso che questa fosse la direzione da seguire.

[…] 

In quel mondo selvaggio e primordiale, Godzilla era il predatore alfa. Un singolo MUTO non poteva uccidere un Godzilla, ma hanno imparato a cacciare in branco. Dopo aver ucciso il Godzilla, il MUTO avrebbe diffuso le proprie spore nella carcassa radioattiva della sua vittima. “Questa cosa di sicuro non sarà spiegata nel film, al limite sarà suggerita, ma per noi era molto importante avere una ragione plausibile che spiegasse le motivazioni che guidano questi animali” spiega Borenstein [lo sceneggiatore del film ndr], “noi liberiamo i MUTO e loro attirano Godzilla”.



Questi i capitoli della prima parte:

  • Atomic Monster – Sull'idea di realizzare il film e la scelta del regista
  •  
  • Journey Story – Edwards si incontra con produttori e sceneggiatori e si stabiliscono le prime linee guida del film, gli accenni ai disastri reali del presente e la voglia di essere realistici
  • Brainstorming – Da qui sono prese le note soprastanti riguardo ai MUTO
  • Evolution – Lo sviluppo delle idee e gli storyboard
  • Previz – Gli storyboard diventano animatic per la presentazione alla Warner Bros
  • Primal Sound – Il ruggito di Godzilla
  • Presentation – Il progetto viene infine portato alla Warner Bros
  • The Tresle Bridge – La scena sul ponte, quando trasportano la bomba, è stata una delle prime a essere ideata
  • Setting the Stage – Concept e scenografie

Part Two: Conjuring (78 pagine), la sezione più corposa, che entra nel merito delle scelte artistiche e del making of. Questi i capitoli:

  • Role-Playing – La scelta degli attori e i costumi
  • The Inner Sanctum – Le riprese. Peraltro qui apprendiamo che molto è stato fatto nei Warner Studios, riciclando il set cittadino di Watchmen. Si accenna anche al cameo di Akira Takarada, di cui vediamo la foto poi diffusa anche su internet
  • Control Room – La centrale nucleare su cui inizia il film, ricostruita in interni
  • Into the Q-Zone – La zona contaminata in Giappone
  • Making Monsters – La parte più interessante in assoluto, sulla creazione del nuovo Godzilla. Oltre ai vari concept troviamo anche due pagine “estensibili” con tutte le versioni create e i commenti di Edwards che spiega perché sono state eliminate e quali punti hanno comunque permesso di approfondire
  • MUTO Evolution – L'equivalente del capitolo precedente, stavolta dedicato all'antagonista, anche qui con le varie versioni e le scelte del regista
  • Path of Destruction – Visualizzare e creare gli scenari di devastazione
  • Smoke and Shadow – Interessante focus su una delle scelte visive del film, quella di mantenere spesso le scene in penombra o con scenari e creature avvolte dal fumo, per creare maggiore suspense
  • War Stories – La consulenza e il supporto forniti dai militari
  • The End of the Line – Il montaggio
  • Godzilla Encounter at Comic-Con – Il capannone allestito a San Diego sul film. Si parla anche della clip ambientata alle Hawaii mostrata in anteprima al Comic-Con.

 

Part Three: Creation (26 pagine)

  • Monster Bloodbath – Realizzare gli scontri fra le creature, l'uso della motion control e lo studio dell'anatomia. E' uno dei capitoli più lunghi anche per la presenza di splendidi concep art
  • Into The Digital Realm – Il lavoro con la Computer Graphic
  • “This is Going to Work, This is Going to be Cool...” - La fine della lavorazione e il raggiungimento dell'obiettivo.

In una tasca collocata in terza di copertina è infine disponibile il teaser poster del film, a conclusione dell'esperienza. Il libro è in lingua inglese, essendo un'edizione non destinata al nostro mercato. Si può comunque acquistare attraverso i canali dell'import e i siti specializzati in e-commerce, come Amazon.it. Il prezzo di copertina è di 29.99 sterline.

In conclusione ecco un video che mostra il volume, in lingua inglese: