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Addio a Dick Smith


 
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   Scompare a 92 anni un'autentica leggenda di Hollywood: Richard Emerson Smith, ai più noto come Dick Smith, fra i massimi artisti americani del trucco e del make-up, riconosciuto all'unanimità da colleghi quali Rick Baker come un maestro della categoria.

 

Nato a Larchmont, nello stato di New York il 26 giugno 1922, Dick Smith sembrava inizialmente indirizzato a una carriera da matematico prima e da dentista poi: mentre studiava all'università di Yale, negli anni Quaranta, rimase folgorato dalla lettura di un libro sul makeup degli attori (“era uno dei pochi libri sul make up disponibili. Per me fu magico”). 

Da lì decise di approfondire la materia, creando da autodidatta dei trucchi spaventosi per impaurire gli altri studenti (“All'inizio strillarono e urlarono, ma ben presto mi chiesero di spaventare anche gli altri. Così correvamo per i corridoi del dormitorio tutti insieme in cerca di altre vittime. Dopodiché, provai differenti tipi di make-up classico ogni settimana per spaventare ancora più gente. […] Vivevo in un college chiamato Brandford e divenni noto come Il terrore di Brandford nel giornale dell'università”).

Rick Baker e Dick Smith (dal sito degli Oscar)

Dopo aver acquisito la necessaria competenza, Dick si rivolse naturalmente a Hollywood, ma, in uno di quei tipici fraintendimenti di cui è piena la Storia del cinema i suoi lavori furono scartati: così ripiegò sulla televisione, inaugurando una proficua collaborazione con il network NBC (“In tre anni avevo messo insieme uno staff di sei artisti del trucco che lavoravano a tempo pieno”). Sul piccolo schermo ebbe modo di lavorare con star famose e di partecipare a serial di culto come Dark Shadows. Inoltre fu lui a curare il trucco per il primo programma americano a colori.

Proprio in televisione arrivò il suo primo premio, un Emmy Award per il lavoro svolto su Hal Holbrook in Mark Twain Tonight!

Sono molte le innovazioni che negli anni Smith ha introdotto nel campo del make up. In particolare fu un pioniere nell'applicazione del latex in piccole porzioni sui volti degli attori, in modo da non limitarne l'espressività, in un periodo in cui si prediligeva l'uso di maschere. La sua tecnica è oggi diventata lo standard del cinema americano.

Dick Smith su Linda Blair ne L'esorcista

Ma soprattutto a lui si deve quello che ancora adesso è considerato un fondamentale punto di snodo, ovvero l'unione di trucco ed effetti speciali pratici su un attore, come dimostrato nel fondamentale L'esorcista con le scene che coinvolgono la posseduta Linda Blair. Un capolavoro che gli valse un Saturn Award.

Sempre a Dick è attribuita poi una delle più celebri composizioni del sangue scenico, come ci ricorda un articolo de Il Post:

Dick Smith aggiunse allo sciroppo di mais e al colorante alimentare il metilparaben (che serviva come conservante) per le scene più lunghe e la soluzione Kodak Photo-Flo, un liquido velenoso usato nello sviluppo fotografico, per assicurare che il sangue scorresse sulla pelle e bagnasse i tessuti, come quello vero.

Ancora nell'ottica di unire trucco e effetti speciali, Smith creò anche l'effetto dei “fori di pallottola” per le cruente scene di morte de Il padrino (1972) e Taxi Driver (1976).

Dick Smith su Marlon Brando de Il padrino

Celebre infine la sua competenza nell'invecchiare gli attori, anche con esiti impressionanti: basti ricordare Marlon Brando nel già citato Il padrino e, soprattutto, Dustin Hoffman in Piccolo grande uomo, del 1969 (“Nel libro originale, il personaggio di Dustin aveva 110 anni, ma un giorno, a ciel sereno, il regista Arthur Penn disse “Facciamolo diventare di 121 invece”. Ho lavorato per sei settimane sull'invecchiamento, usando riferimenti fotografici per ogni ruga”).

Dick Smith su Dustin Hoffman in Piccolo grande uomo

Da ricordare almeno anche gli incredibili effetti di Stati di allucinazione (1980) con make up sul corpo completo dell'attore e Miriam si sveglia a mezzanotte (1983) con la trasformazione di David Bowie in vampiro ottuagenario.

David Bowie in Miriam si sveglia a mezzanotte

L'Oscar è poi arrivato nel 1985 con Amadeus, un premio accolto dalla comunità dei colleghi come il giusto tributo al Maestro.

Smith ha poi ricevuto un secondo Oscar, stavolta onorario, nel 2012 per la sua straordinaria carriera. 

Per gli appassionati della materia e gli allievi che da lui tanto hanno imparato, era e resterà sempre "The Godfather of Make-Up", il padrino del trucco, un simpatico nomignolo che lo ha accompagnato per anni, autentico mito vivente di un settore e una tradizione.

 

Le citazioni sono prese dagli articoli del Washington Post e di if.com.au

Sito ufficiale di Dick Smith

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