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Godzilla 1998 visto da... noi!


 
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Il ventennale del Godzilla di Roland Emmerich, come abbiamo scritto, è l'occasione per tornare a confrontarci con una pellicola che, all'epoca, suscitò numerose reazioni.

Per questo motivo, abbiamo chiesto a una serie di personaggi di dirci la loro sul film: quando e dove lo hanno visto, che aspettative avevano, cosa hanno pensato dopo la visione e se il giudizio è poi cambiato nel tempo (in bene o in male).

Iniziamo proprio da noi, ovvero dai nostri amministratori Davide Di Giorgio e Andrea Gigante, che hanno già avuto modo di affrontare il film nel libro Godzilla il re dei mostri – Il sauro radioattivo di Honda e Tsuburaya. A loro abbiamo chiesto un ricordo più personale.

Davide Di Giorgio:

In realtà non ho mai sentito il particolare bisogno di un Godzilla "americano", ma all'epoca osservai la cosa con interesse, dato il coinvolgimento di Jan De Bont, che apprezzavo parecchio. L'arrivo di Roland Emmerich fu una vera doccia fredda, perché Stargate e, soprattutto, Independence Day mi avevano invece deluso. Quindi poi le prime reazioni negative ebbero su di me il classico effetto da "esattamente quello che mi aspettavo!”. Per farla breve, saltai la sala senza rimpianti e vidi poi il film in televisione. Mi colpì soprattutto l'inerzia di una storia che sembrava non crederci troppo e si affannava a pescare di qua e di là senza un proprio baricentro. Oggi restano molte perplessità, ma inevitabilmente il giudizio è filtrato dal tempo e più sereno. In particolare ascolto sempre con interesse i pareri delle nuove generazioni che lo hanno apprezzato. Sarà che preferisco sempre chi ama a chi disprezza, o forse invidio quei ragazzi che hanno saputo vedere il film senza pregiudizi...

 

Andrea Gigante:

Per niente convinto dell’operazione in sé, non lo vidi al cinema, ma solo tempo dopo in tv.
Avendone letto giudizi poco incoraggianti prima ancora di vederlo, non suscitò in me alcuna delusione, dal momento che non avevo aspettative di alcun tipo. Per me, un film come tanti altri senza infamia e senza lode, eccezion fatta per l’oltraggioso titolo che ancora grida vendetta.

 

Le dichiarazioni dei due autori, abbastanza uniformi nella cattiva “prima impressione”, si soffermano naturalmente sull'uscita italiana, che avvenne a una certa distanza da quella americana, come era prassi all'epoca (oggi è un fatto più inusuale e si tende ad avere uscite sempre molto vicine tra loro per i grossi titoli, addirittura a volte l'Italia precede di qualche giorno l'America). Negli Stati Uniti, dopo l'anteprima newyorkese del 18 Maggio che abbiamo già segnalato, il film uscì infatti nelle sale dopo due giorni, il 20 Maggio.
 

L'Italia, dal canto suo, poté assistere al film a partire dal 4 Settembre 1998, circa tre mesi e mezzo dopo. Questo aspetto è significativo perché la campagna promozionale del film originale si preoccupò di non mostrare l'aspetto del mostro, cosa che non avvenne in Italia dove ormai i giochi erano fatti. I critici cinematografici nostrani (o comunque quelli europei) ebbero inoltre un'altra possibilità perché il film fu scelto per chiudere il Festival di Cannes del 1998 (che si svolse dal 13 al 24 Maggio). Come reperto di quella proiezione, ecco una foto esclusiva del pressbook distribuito alla stampa:

(da notare che in Francia l'uscita nazionale fu ancora più tarda rispetto all'Italia).

Con i prossimi interventi delle personalità intervistate, continueremo ad approfondire altri aspetti della pellicola, oltre a confrontarci con le varie opinioni. Vedremo così se anche gli altri intervistati saranno sulla stessa lunghezza d'onda dei nostri autori o se il Godzilla di Emmerich tornerà a ruggire con più forza.