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Godzilla 1998 visto dai saggisti italiani


 
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Proseguiamo la ricognizione attorno al Godzilla di Roland Emmerich e al dibattito che ha scatenato nel passato fino a oggi: accanto ai pareri della critica italiana visti ieri, oggi ci interroghiamo sulla saggistica.

A farci da guida in questo percorso sono i pareri di due autori italiani, specializzati nelle icone della cultura pop giapponese. Iniziamo da Massimo Nicora, che ha scritto per l'editore YouCanPrint il libro C'era una volta... prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta e per la Società Editrice La Torre C'era una volta Goldrake. La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana.



Ecco la sua dichiarazione:

Non ho mai amato particolarmente i remake e i reboot essendo sentimentalmente legato ai grandi “fantaclassici” che hanno per me un fascino che niente e nessuno sarà in grado di ricreare e il Godzilla di Roland Emmerich non fa eccezione. Lo reputo un clone chiassoso, catastrofista e infarcito di effetti speciali che si inserisce direttamente nella linea dei precedenti film del regista come Stargate o Independence Day e che proprio per questo “tradisce” la sua matrice originaria. Quello che manca nel film di Emmerich, e non poteva essere altrimenti, è la metafora della Seconda Guerra Mondiale raccontata dal punto di vista del Giappone che ha fatto dell’originale Godzilla un capolavoro senza tempo. Ogni elemento, ogni scena e ogni personaggio lì aveva una sua importanza, infatti, non solo nell’economia della storia, ma anche nell’ottica superiore di un messaggio che lo spettatore nipponico non poteva non cogliere in filigrana. C’erano insomma due livelli di significato, uno più superficiale ed uno più profondo in stretta connessione fra di loro dal momento che il primo rimandava necessariamente al secondo per chi era in grado andare al di là delle apparenze.
In Emmerich tutto questo scompare e il messaggio ecologista che traspare sotto la superficie non è sufficiente a risollevare le sorti di un film troppo americano per essere apprezzato da chi ha amato l’originale giapponese.


L'opinione di Nicora si inserisce naturalmente nel più ampio dibattito sulle ibridazioni, da sempre centrali nella cultura pop, evidentemente fallimentari in questo caso data la forte distanza tra il film di Emmerich e le fonti giapponesi (senza alcun dubbio l'aspetto più centrale in tutte le critiche raccolte). Non stupisce che l'autore si soffermi anche lui sul punto, dato il carattere ibrido delle serie di robot animati al centro dei suoi lavori librari, nate come filiazione del kaiju-eiga. In questo senso è importante notare come, dopo i libri dedicati all'animazione, l'autore sia ora in uscita con un nuovo volume, ancora più vicino agli argomenti qui in analisi: Tokusatsu! Da Superman a Megaloman – I telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta. Naturalmente ritorneremo presto sull'argomento.

 

Il secondo parere è invece quello di Alessandro Montosi, autore del saggio Ufo Robot Goldrake - Storia di un eroe nell'Italia degli anni '80 per la Coniglio Editore e di vari volumi per la collana I Love Anime. In particolare, l'autore è poi attivo in rete con un autorevole blog dove dedica approfondite analisi all'iconografia e alla storia del Giappone: alcuni pezzi chiamano in causa direttamente Godzilla, ad esempio quello sulla tragedia del peschereccio Daigo Fukuryu Maru e quello sul fumetto Tutti gli uomini di Gojira. A lui la parola:

Il Godzilla di Roland Emmerich lo vidi per intero una sola volta, quando uscì in vhs a noleggio. Non ne ho un ricordo positivo, perché più avanzavo con la visione del film, più mi chiedevo cosa c'entrasse tutto ciò con il Godzilla originale, facendomi nascere il desiderio di poter vedere la versione originale di Honda, che in Italia si è poi vista solo in home video, anche se spero che prima o poi possa essere proposta in versione restaurata come evento speciale al cinema o all'interno di qualche festival a tema.
Del film di Emmerich ho comunque un ricordo positivo della colonna sonora, che apprezzai molto, in particolare nel caso della canzone "Deeper Underground" di Jamiroquai, che era abbinata a un videoclip che apprezzo ancora oggi.

 


Il parere di Montosi ci permette due puntualizzazioni: l'uscita del film di Emmerich favorì infatti l'arrivo nel nostro paese del Godzilla di Honda nella sua versione originale, proposta in videocassetta da Yamato Video proprio nel 1998, in un cofanetto che comprendeva anche la versione internazionale uscita in Italia nel 1957. Il film è stato poi rieditato in DVD, sempre da Yamato, su distribuzione Cecchi Gori Home Video nel 2003:

 

Il secondo punto ci permette di dedicare un veloce focus alla colonna sonora del film di Emmerich, che raccoglie brani diventati molto popolari come quello di Jamiroquai citato da Montosi, o Come With Me di Puff Daddy. Una compilation che ha raccolto accuse di essere “alimentata di testosterone” come lo stesso film, ma che vanta i suoi estimatori per il sound molto “pieno” e infarcito di nomi della scena dell'epoca. Godzilla – The Album, pubblicato nel 1998 dalla Sony Music Entertainment Inc., riunisce i vari pezzi, ecco la cover e la tracklist:

 

1. Heroes – The Wallflowers

2. Come With Me – Puff Daddy featuring Jimmy Page

3. Deeper Underground - Jamiroquai

4. No Shelter – Rage Against the Machine

5. Air – Ben Folds Five

6. Running Knees – Days of the New

7. Macy Day Parade – Michael Penn

8. Walk the Sky – Fuel

9. A320 – Foo Fighters

10. Brain Stew (The Godzilla Remix) – Green Day

11. Untitled – silverchair

12. Out There – fuzzbubble

13. Undercover – Joey DeLuxe

14. Opening Titles – David Arnold

15. Looking for Clues – David Arnold

 
Come si può notare, sono presenti anche due estratti della soundtrack originale di David Arnold, che asseconda l'enfasi del racconto, ma si inserisce nella più ampia casistica degli score orchestrali, con esiti pregevoli.

La colonna sonora in questione è stata poi pubblicata nel 2012 in una corposa edizione a 2 CD con ben 40 tracce, anche in questo caso possiamo riportare cover e tracklist:

CD 1

1. The Beginning

2. Tanker Gets It

3. Chernobyl

4. Footprint

5. Footprints / New York / Audrey

6. Chewing Gum Nose

7. Ship Reveal / Nick Discovers Fish / Flesh

8. The Boat Gets It

9. Dawn Of The Species

10. Joe Gets A Bite / Godzilla Arrives

11. Mayor's Speech

12. Caiman's Office

13. Animal's Camera

14. Military Command Center / New Jersey

15. Audrey's Idea

16. Evacuation

17. French Coffee

18. Subway Damage / Command Enters City

19. Fish

20. Guess Who's Coming To Dinner?

21. 1st Helicopter Chase / Godzilla Swats A Chopper

22. We Fed Him / Audrey Sees Nick

23. Nick And Audrey / He's Pregnant / Audrey Takes The Tape / French Breakfast

24. He's Preparing To Feed

25. Nick Gets Fired / Nick Gets Abducted / Frenchie's Warehouse / Nick Joins The Foreign Legion

CD 2

1. Chewing Gum

2. Rumble In The Tunnel

3. Godzilla O Park / Godzilla Takes A Dive / Godzilla Versus The Submarine / Egg Discovery

4. Baby 'Zillas Hatch

5. Nick Phones For Help

6. Eat The French

7. Phillip Shoots The Lock

8. Nick's Big Speech / The Garden Gets It

9. He's Back! / Taxi Chase & Clue

10. Big G Goes To Monster Heaven

11. The End

Bonus Tracks

12. The Beginning (senza cori)

13. Footprints / New York / Audrey (versione alternativa)

14. The Boat Gets It (versione alternativa)

15. Gojira (Album Version)

 

Ringraziamo quindi Massimo Nicora e Alessandro Montosi per il loro intervento e gli spunti offerti per arricchire la discussione.