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Godzilla 1998 visto dai suoi autori!


 
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Come concludere il nostro viaggio all'insegna dei ricordi sul Godzilla del 1998 se non lasciando la parola ai responsabili del "misfatto"? Ci riferiamo naturalmente al regista Roland Emmerich e al co-sceneggiatore e produttore Dean Devlin. Cosa è rimasto in loro dell'esperienza? Quanto peso hanno avuto le critiche nella valutazione del loro lavoro?



(Roland Emmerich, a sinistra, e Dean Devlin, a destra, con un modellino della loro creatura)

In giro per la rete sono presenti alcune dichiarazioni più recenti che ci fanno capire il loro parere. Devlin in particolare si è speso con maggiore puntualità.

Parecchie testimonianze sono arrivate nell'ultimo lustro dal produttore sul film, le potete leggere su Entertainment Weekly, Syfy e Reddit, ne riportiamo alcuni passaggi:

So che ho fatto un casino con il mio Godzilla. […] Sogno sempre di poterci riprovare.

Penso che la parte più grossa del problema è che ho spinto Roland a fare il film perché ero un grande fan di Godzilla. Sono cresciuto con lui ma per Roland era diverso, lui non aveva una grande passione per Godzilla. È riuscito a trovare con me una storia cui potesse appassionarsi e alla fine ha realizzato il film con entusiasmo, ma questo è stato il suo modo di approcciare la cosa, non stava onorando l'eredità di Godzilla in un modo che avrebbe reso felici gli appassionati.

Per come la vedo io, ci sono due difetti in Godzilla che rovinano davvero il film. E sono entrambi colpa mia.
Il primo è che abbiamo deciso di non antropomorfizzare Godzilla – e con questo intendo che non abbiamo voluto scegliere se fosse un personaggio eroico o cattivo.
Abbiamo fatto la scelta intellettuale di renderlo neutro, soltanto un animale che cerca di sopravvivere. E questo è stato un grave sbaglio.
Il secondo errore è stato decidere di mostrare i retroscena dei personaggi a metà del film e non all'inizio (come si fa sempre).
Quanto ormai avevamo spiegato chi erano questi personaggi, il pubblico se n'era già fatta una propria idea e non la potevamo più cambiare.
Sono due errori forti di sceneggiatura, di cui mi assumo la completa responsabilità.




(foto d'epoca, Dean Devlin con maglietta di Godzilla al centro fra gli attori Hanz Azaria e Harry Shearer, nel film rispettivamente il cameraman Animal Palotti e il giornalista Charles Caiman)

La severa autocritica di Devlin non sembra contagiare anche Emmerich, che nel 2004 riferiva a Blackfilm:

Ho sempre pensato che Godzilla fosse un film molto migliore di quello che dicono i critici. E questo lo si può vedere dal fatto che – e lo so per certo - è tipo il film preferito da tutti i figli dei miei amici. Lo rivedono in continuazione, ancora e ancora. Quindi, non può essere tanto male.

 

In dichiarazioni più recenti rilasciate all'Huffington Post e a Empire Online, il regista precisa inoltre che:

Faccio sempre molti test sui film – e [in questo caso] non abbiamo avuto il tempo.

Era un sogno che diventava realtà, realizzare il più grosso film dell'anno e quello che pensavamo sarebbe diventato il franchise più grande. L'unica cosa che rimpiango è che non abbiamo avuto più tempo. La tabella di marcia era assassina. Ma le riprese sono state divertenti e adoro Jean Reno e Matthew Broderick... e Hanz Azaria. Tipi davvero spassosi!

 

Infine in un suo tweet del 2014, la risposta a muso duro a un utente:

Godzilla è costato 135 millioni di dollari, ma ne ha incassati 370 in tutto il mondo. Mi dispiace che a te non sia piaciuto, ma a molti fans invece sì.

 



Da notare due cose, la prima è che Emmerich già all'epoca diceva, in un'intervista concessa a Marco Spagnoli:

Sapevo che - comunque - i fan di Godzilla mi avrebbero odiato e che non sarebbero mai stati soddisatti. Nei miei film cerco sempre di mettere quello che diverte me, anche se so che magari non piace al pubblico.

 

Confermando quindi che non gli interessava inseguire la tradizione, ma piuttosto rispettare una propria visione personale.

La seconda è che, sempre su Twitter, Emmerich ha comunque espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Haruo Nakajima lo scorso anno, e nel 2014 aveva definito “amazing” il trailer del Godzilla di Edwards, segno di come dunque non serbi nessun rancore verso l'icona.



(foto d'epoca, Roland Emmerich in visita alla Toho)

Chiudiamo dunque con questi gesti distensivi che ci permettono di ribadire come il viaggio fin qui compiuto sia stata un'occasione per riflettere sull'opera, al netto delle sue valutazioni che – ieri come oggi – ognuno potrà compiere in serenità.

Manca ancora un tassello: nei prossimi giorni sarà infatti online lo speciale curato da David Spada con i retroscena completi sul film, di cui queste news sono state un'anticipazione e un complemento, in modo da rendere definitivamente completa la nostra trattazione.




 





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