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Approfondimento sul design di Shin Ultraman


 
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La rivelazione del design di Shin Ultraman all'ultima Tsuburaya Con portava con sé alcune legittime domande: perché si è scelto un look così classico e privo del color timer? Qual è stata la fonte di ispirazione primaria di Shinji Higuchi e Hideaki Anno?

La risposta arriva da Sci Fi Japan, che ha dedicato un bell'approfondimento al film, con dichiarazioni di Higuchi, Anno e di Kairi Narita, figlio del leggendario designer Toru “Tohl” Narita, cui dobbiamo l'aspetto originale del mitico eroe argentato.

Higuchi ha rimarcato come l'idea del design sia di Anno, in quanto grandissimo amante di Ultraman:

[Shin] Ultraman ha assunto questa forma [finale] mettendo insieme tutti gli aspetti che piacciono a Anno, quello che ama, quello che vorrebbe vedere [nella nuova incarnazione] e quello che gli interessa fare.

Se guardate attentamente alle prime maquette realizzate da Tohl Narita e da Akira Sasaki, noterete che sono asimmetriche e molto umane. Così ci siamo detti “è un manufatto meraviglioso”. Personalmente volevo tornare lì dove tutto è iniziato.


Ma è la dichiarazione di Anno a scendere naturalmente nei dettagli e a rivelare che l'ispirazione primaria è venuta dal dipinto Shinjitsu to Seigi to Bi no Keshin (L'incarnazione di verità, giustizia e bellezza), che Narita realizzò nel 1983 e dove effettivamente non compare il color timer:

Ecco le parole di Anno:

Quando ho visto “L'incarnazione di verità, giustizia e bellezza” dipinto da Tohl Narita, mi sono detto “Non possiamo fare in modo di portare sullo schermo questa bellezza?”. Quello è stato il punto di partenza per il lavoro di design portato avanti per questo progetto.

Come possiamo interpretare Ultraman stesso quando presentiamo un'opera d'epoca come ULTRAMAN nell'era moderna? La risposta al problema è venuta da sé.

[Il design di Shin Ultraman] attinge così alla forma originale voluta da Tohl Narita. Lo scopo è riprodurre ciò che voleva Narita e che oggi possiamo ottenere con l'uso della CGI. Ricostruire quella visione del mondo ai giorni nostri può essere una sfida, ma non abbiamo sentito il bisogno di cambiare la sua cifra stilistica. Abbiamo trovato il design che volevamo solo tornando all'originale creato da Tohl Narita e Akira Sasaki.

Nello specifico:

  • Una nuova struttura corporea è stata ricostruita unendo varie immagini di Ultraman che Narita aveva disegnato nel corso degli anni.
  • La nuova maschera è stata prodotta da Akira Sasaki sempre seguendo il dettato di Narita.
  • Abbiamo realizzato il corpo che Narita voleva, basandoci sulle misure di Satoshi Furuya (l'interprete originale di Ultraman).
  • Non abbiamo inserito buchi nei bulbi oculari: Narita non li voleva.
  • Non abbiamo messo una cerniera sul retro della tuta. Narita non la voleva.
  • E non c'è il color timer. Perché Narita non voleva neanche quello.


Il risultato finale del processo è questo disegno.

È una figura nata dal desiderio di avvicinarsi alla bellezza di Ultraman. Sarò felice se [il design] trasmetterà al pubblico questa sensazione, anche solo in parte.


L'importanza del dipinto realizzato da Narita nel 1983 è ribadita da Kairi, figlio dell'artista:

Mio padre, Tohru Narita, amava profondamente ed era orgoglioso dell'Ultraman che aveva creato attraverso varie prove ed errori. Allo stesso tempo, il suo nome, come creatore di Ultraman, è stato cancellato dai crediti, il design è stato modificato e continua ad essere utilizzato commercialmente, creando sentimenti di profondo dolore e amarezza. Fu frainteso e calunniato per aver parlato onestamente di questo.

Mio padre è morto nel 2002 senza che il suo dolore fosse placato. Ma ero cresciuto sentendomi orgoglioso di lui; a volte triste ma sempre con rispetto.

"L'incarnazione di verità, giustizia e bellezza" è un dipinto a olio in cui mio padre ha riversato tutta la sua vita come artista. Quel dipinto ha toccato la sensibilità del signor Anno, come se stesse ancora guardando ULTRAMAN da bambino, più di 50 anni fa. Sono entusiasta di vedere come riapparirà sullo schermo come SHIN ULTRAMAN.


Possiamo dunque notare come i presupposti siano completamente opposti rispetto a Shin Godzilla, realizzato dagli stessi autori e dove si è optato per una energica reinvenzione del sauro atomico (soprattutto a livello di design). In questo caso l'operazione ha il più il sapore del recupero di uno spirito originario poi andato perduto.

Attendiamo con ansia di rivedere quindi l'eroe in azione nel nuovo film, in uscita quest'anno in Giappone.