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ULTIME NEWS

Godzilla 2 in home video a Settembre


 
  

Sebbene la corsa nei cinema non sia completamente conclusa (ma sicuramente ormai in via di esaurimento), Godzilla II – King of the Monsters guarda già alle uscite per il mercato dell'home video.

Per l'Italia, le edizioni arriveranno il 19 Settembre, nei formati Blu-Ray Disc, DVD e – prima volta per un Godzilla che non sia quello di Emmerich – anche Blu-Ray 4K Ultra HD.

Ecco le cover, diffuse da DVDWeb:

Da notare che gli artwork sono un po' diversi da quelli rivelati per l'America da Godzilla Movies, quindi lasciamo la porta aperta all'ipotesi di possibili variazioni.

Non si hanno invece ancora notizie circa i contenuti speciali, speriamo saranno incluse le 6/8 scene tagliate citate da Michael Dougherty in una live con Collider. Ma visto com'è andata in passata con la celeberrima sequenza di Akira Takarada nel Godzilla di Gareth Edwards (tuttora inedita) non diamo per scontata la presenza di questo materiale. Maggiori aggiornamenti appena possibile.


 

Godzilla al San Diego Comic-Con 2019


 
  

Come ogni anno, l'appuntamento del SDCC (San Diego Comic-Con) ha gli occhi puntati addosso, ancor più adesso che siamo nell'intermezzo fra l'uscita di Godzilla II – King of the Monsters e l'arrivo, nel 2020, di Godzilla vs Kong. La convention americana - che si svolgerà da Giovedì 18 a Domenica 21 Luglio 2019 - è dunque il posto giusto per fare il bilancio sulla prima pellicola e dare qualche anticipazione sulla seconda.

Purtroppo, le aspettative degli appassionati sembravano essere state frustrate dall'annuncio di Warner Bros di non voler tenere il tradizionale panel nella sala H quest'anno alla celebre fiera! Ma per fortuna il nostro Re dei mostri sa sempre trovare la sua strada per arrivare fino in fondo.


Così, prima è giunto – del tutto a sorpresa – l'incredibile annuncio (riportato da Skreeonk.com) che la Toho stessa parteciperà al SDCC! In occasione dei 65 anni del sauro, e confermando l'impegno a investire di più sulle attività in America, la major giapponese sbarcherà infatti a San Diego per la prima volta in assoluto, con un suo spazio in cui saranno esibite la tuta originale usata in Godzilla 2000: Millennium, una postazione fotografica con green screen, un murale dell'artista Shinji Nishikawa (designer dei mostri per i capitoli Heisei e Millennium), vari oggetti dai film della saga e gadget per gli appassionati!

 

Per quanto straordinaria, però, questa notizia non offre “carne da mordere” a chi vuole sapere dei film. Niente paura però! Proprio durante il weekend, infatti, Kaiju News Outlet ha svelato le prove di un panel che sarà moderato da Jessica Tseang e Chris Eaton di The Kaiju Kingdom podcast, e che vedrà ospiti alcuni membri del cast artistico e tecnico di Godzilla II per discutere del film e di ciò che seguirà.

Trattandosi di un panel non ufficiale, sarà difficile che siano rivelate scene inedite o nuovi trailer, ma in ogni caso l'appuntamento è da seguire con attenzione, anche alla luce del risultato non pienamente all'altezza delle aspettative di Godzilla II e delle voci di possibili reshoot o spostamenti di data per Godzilla vs Kong – che al momento resta fissato per marzo, mese però già “ipotecato” dall'ennesimo live action di un cartoon Disney, nel caso specifico Mulan.

Il panel si svolgerà il 19 Luglio.

 

Come nota di colore aggiungiamo anche un secondo panel, potenzialmente molto divertente, che avrà per protagonisti vari avvocati, intenti a discutere le questioni legali che la presenza di Godzilla porterebbe nel nostro mondo. Ecco le simpatiche note di presentazione:

Fin dal 1954, Godzilla ha rappresentato una forza della natura distruttiva per quanto concerne le problematiche legali. Chi è responsabile dal punto di vista finanziario per gli atti di Godzilla? Gli Stati Uniti hanno il dovere di difendere il Giappone? E chi è il proprietario legale delle uova di Mothra? In questo panel di avvocati, il giudice Stacle Beckerman, Monte Cooper (pronipote del creatore di King Kong Merian Cooper), Kathy Steinman (Vice procuratore distrettuale della città di San Diego), Megan Hitchcock (Assicuratrice) e Joshua Gilliand (di The Legal Geeks) affronteranno in modo approfondito tutte le questioni legali correlate ai 65 anni di distruzioni procurate da Godzilla. Modera Matt Weinhold (di Monster Party).


Di sicuro va già un premio a questi illustri personaggi per l'ironia e la disponibilità dimostrata! Appuntamento al 20 Luglio per il panel!


 

La serie animata di Pacific Rim nel 2020!


 
  

L'insuccesso di Pacific Rim: La rivolta sembrava aver chiuso la porta a eventuali prosecuzioni delle avventure di Jaeger e Kaiju creati da Guillermo del Toro. Invece, non solo Legendary Entertainment vuole investire ancora su questo universo, ma addirittura rispolvera il progetto della serie animata, annunciata dallo stesso del Toro già nel 2015!

E non si tratta delle classiche “buone intenzioni”: il progetto è stato infatti annunciato al recente Anime Expo, la convention sui cartoon nipponici di Los Angeles, e arriverà su Netflix nel 2020!



(artwork di repertorio, non ha a che fare con la serie in sviluppo)

La serie, che al momento indicheremo convenzionalmente come “Pacific Rim Anime”, sarà incentrata su due fratelli alla guida di uno Jaeger abbandonato per trovare i genitori scomparsi. Ricordiamo che nelle linee guida tracciate da del Toro all'epoca, la vicenda si svolgeva fra il primo Pacific Rim e il seguito, ma la più recente sinossi precisa che si "seguirà la storia dei primi due film".


La serie è al momento confermata già per due stagioni e avrà come showrunner Craig Kyle (sceneggiatore Marvel, ha lavorato ai film di Thor, partecipando alla sceneggiatura di Ragnarok) e Greg Johnson (sceneggiatore molto esperto, ha lavorato a molti film animati Marvel e a serie come G.I. Joe Renegades e Transformers: Rescue Bots). L'animazione sarà invece curata da Polygon Pictures, che già conosciamo per la trilogia animata di Godzilla, il budget promette di essere molto consistente e di offrirci grande spettacolo.


Aspettiamoci dunque qualche trailer in un futuro non molto lontano e speriamo che la serie sia in grado di risollevare le quotazioni della saga.


 

Fantaclassici su Godzilla 2 a Nerd 3.0


 
  

Proseguono le “incursioni” di Fantaclassici in ogni dove per discutere di Godzilla II – King of the Monsters: stavolta torniamo piacevolmente sulle frequenze della Rete Tre della Svizzera italiana per il programma Nerd 3.0, di cui eravamo già stati ospiti in passato.

Per l'occasione tocca al solo Davide Di Giorgio chiacchierare con il conduttore Michele Serra nella puntata 92 denominata Speciale Godzilla!!

La puntata, disponibile già dal 24 Giugno, è ascoltabile online grazie al podcast della tramissione e, più che essere strettamente incentrata sul film di Michael Dougherty, passa velocemente in rassegna i punti caldi della mitologia del sauro atomico dagli albori al presente.

Buon ascolto.


 

Fantaclassici e FantascientifiCast su Godzilla 2


 
  

Squadra che vince non si cambia, recita il motto, e anche in occasione dell'uscita di Godzilla II – King of the Monsters, Fantaclassici e FantascientifiCast si ritrovano unite per discuterne.

Nella nuova puntata, dal titolo “I Kaiju invadono Odessa! Pavia è in pericolo!” potrete infatti ascoltare una breve chiacchierata fra il nostro Davide Di Giorgio e Omar Serafini, “catturata” alla fine della visione del film.

La discussione arriverà in coda a quello che sarà l'argomento principale della puntata, già deducibile dal titolo, ovvero la partecipazione di Antonio Serra a Pavia per raccontare il fumetto Odessa e Godzilla: un'unione di appassionati, insomma, per celebrare il sauro atomico.

La puntata, numero 315, sarà disponibile da domani, Venerdì 14 Giugno, sul sito di FantascientifiCast a partire dalle ore 10:30. Buon ascolto a tutti!


 

Intervista esclusiva a Shinya Tsukamoto


 
  

Nome di punta del cinema giapponese degli ultimi trent'anni, Shinya Tsukamoto è un Maestro del fantastico che nei suoi film ha riflesso tanto la passione per la tradizione dei mostri quanto la voglia di esplorare le ossessioni dell'animo umano – al punto che le sue più recenti pellicole prendono pure le distanze dal genere. Sebbene la sua opera sia più spesso ricondotta al filone cyberpunk di cui il suo Tetsuo resta una delle testimonianze cinematografiche più autorevoli, la sua figura si iscrive anche in quella cerchia di nomi che a vario titolo hanno avuto a che fare con Godzilla (basti pensare alla più recente esperienza d'attore in Shin Godzilla).

L'occasione per discutere con l'autore dei percorsi che lo hanno legato alla tradizione del fantastico nipponico (e anche di celebrare con lui il trentennale di Tetsuo) è arrivata lo scorso 28 Maggio, quando Tsukamoto è stato ospite dell'ottava edizione di Registi fuori dagli sche(r)mi, la rassegna pugliese curata da Luigi Abiusi, critico cinematografico e direttore della rivista Uzak. L'appuntamento, che si svolge presso il Cineporto di Bari, è infatti dedicato a opere e autori scarsamente considerati dalla distribuzione italiana e che invece costituiscono una serie di testimonianze inestimabili sulla vitalità del cinema odierno. Un ritratto cui la figura di Shinya Tsukamoto aderisce perfettamente.

Vogliamo perciò rivolgere un ringraziamento particolare a Luigi Abiusi che ci ha permesso di intervistare Shinya Tsukamoto, con cui abbiamo affrontato vari argomenti della sua opera. A voi invece il nostro auguro di buona lettura!

 

Signor Tsukamoto, in passato ha dichiarato che una delle sue passioni da bambino era la serie televisiva Ultra Q, che in Italia non è mai arrivata. Ce ne può parlare?

Quando andava in onda la serie avevo all'incirca sei anni e costituisce uno dei miei primi ricordi legati alla narrazione per immagini. Allora non avevo ancora maturato una mia idea di cinema, e mi colpiva la struttura delle puntate in cui gli elementi fantastici e assurdi scaturivano all'improvviso dalla vita quotidiana. Questo aspetto ha avuto un forte impatto su di me e mi ha spinto a interessarmi a narrazioni di impronta surreale.

 

Da quel che sappiamo in Giappone Ultra Q è considerata una serie fondamentale nella storia della televisione, ce lo conferma?

In realtà l'impatto all'epoca non fu particolarmente grande, è una serie che ha goduto soprattutto di una riscoperta a posteriori, tanto che oggi è disponibile nei formati digitali e il pubblico continua a vederla e amarla.

 

Una personalità sicuramente fondamentale è comunque quella di Eiji Tsuburaya, che produceva la serie con la sua società. Trova che la sua figura sia stata di ispirazione per il suo approccio al fantastico?

Sicuramente, Tsuburaya ha rappresentato l'origine di tutto quello che è legato ai kaiju e al cinema fantastico giapponese, quindi la sua eredità rappresenta un valore indiscutibile per chiunque si approcci al genere.

 

Nonostante questo, però, l'uso degli effetti speciali che Tsuburaya faceva nei suoi film era legato alla “fuga della realtà”: lo spettatore era portato a confrontarsi con mondi fantastici e creature leggendarie e come diceva anche lei dalla quotidianità si passava all'assurdo. Al contrario, trovo che nei suoi film l'effetto sia invece orientato a “tornare nell'umanità”, lei lo usa in senso espressivo per raccontare le ossessioni dell'animo umano. È d'accordo con questa distinzione?

L'elemento del cinema di Eiji Tsuburaya che mi ha ispirato maggiormente è la trasformazione, che io ho cercato però di declinare in modo più personale, descrivendo l'unione fra il corpo umano e quello meccanico. Quindi ho voluto staccarmi dalla tradizione del robot o del cyborg per avvicinare di più questo immaginario alla realtà del corpo di carne. In questo ravviso senz'altro un elemento di differenza.

 

La trasformazione in effetti è uno degli elementi che per primi si evidenziano nel suo cinema: già uno dei suoi primi lavori in Super 8, The Phantom of Regular Size - Futsû saizu no kaijin, mostrava un uomo che diventava un mostro per poi scagliarsi contro i cittadini di Tokyo. La mutazione ritorna poi anche in opere come Tetsuo. Vorrei approfondire il concetto e capire perché l'affascina tanto.

La trasformazione è una componente che nel cinema fantastico ha sempre giocato un ruolo di primo piano: anche nella tradizione occidentale ci sono creature come il lupo mannaro legate all'idea della mutazione. Mi viene in mente pure il video di Michael Jackson, Thriller, che all'epoca mi ha colpito parecchio. Quindi nel confronto con il fantastico era un elemento che mi attraeva per la sua lunga storia e per la versatilità, che permette di affrontare vari registri espressivi. Così ho cercato di utilizzarlo in modo personale, ragionando anche sulla fusione del corpo e della macchina e sull'elemento della sessualità.

 

 

Quel suo primo lavoro in Super8 ci risulta non sia uscito in home video (potete vederlo qui sopra, ripreso da YouTube ndr), c'è speranza sia recuperato?

Purtroppo i materiali originali non sono in buono stato, servirebbe molto lavoro e anche dei finanziamenti importanti per riportarlo a una forma buona per la distribuzione. Il mio lavoro successivo, L'avventura del ragazzo del palo elettrico, per fortuna è invece disponibile e ripropone alcuni dei temi di quell'opera precedente.

 

Certo, così come molto confluisce in Tetsuo, di cui ricorre quest'anno il trentennale. Ci può raccontare com'è nato?

Come dicevo prima, l'elemento della trasformazione è stato il primo ad attrarmi. All'epoca non esisteva ancora una definita scena di film cyberpunk, ma il filone riusciva comunque a emergere all'interno di vari lavori. Penso all'opera di David Cronenberg, ad esempio, che è stata una fonte di ispirazione per noi che abbiamo affrontato il genere, possiamo considerarci artisticamente tutti suoi “figli”. Un altro nome che mi viene in mente è Dario Argento, per come univa violenza e desiderio. Così, durante la lavorazione di Tetsuo ho seguito le ispirazioni e affrontato i temi che trovavo più interessanti: in questo modo ho avuto la percezione di stare facendo qualcosa di diverso rispetto allo scenario esistente.

 

Quali problemi ha comportato la lavorazione del film?

Le difficoltà principali erano legate al budget che era molto basso, quindi ho dovuto fare di necessità virtù, utilizzando tutto quello che riuscivo a trovare e in questo modo mi sono accorto che riuscivo a determinare comunque un'estetica funzionale. La lavorazione è durata molto e un'altra delle difficoltà cui ho dovuto far fronte è stata la capacità di mantenere il controllo sui collaboratori, perché lo stress remava decisamente contro. In alcuni casi dovevo isolarmi completamente per riuscire a mantenere la lucidità necessaria e questo aspetto mi faceva soffrire.

 

Gli effetti speciali del film sono stati realizzati direttamente da lei?

Tetsuo è stato un lavoro di squadra, ho cercato di coinvolgere sempre tutto lo staff e quindi non abbiamo avuto un responsabile unico degli effetti speciali, ognuno apportava del suo, anche procurando i materiali necessari alla resa del film. Le soluzioni venivano vagliate e discusse all'interno di lunghi brainstorming.

 

Sappiamo che da anni progetta anche di realizzare un vero kaiju eiga: quali aspetti del genere vorrebbe esplorare?

È vero, è un progetto che coltivo da anni e anche per questo preferisco non anticipare dettagli sull'idea. Sicuramente si tratta di un tipo di film che rientra nel genere e che vedrebbe opposti un kaiju “eroe” contro uno “cattivo”. Il resto lo vedrete sullo schermo, se riuscirò a realizzarlo.

 

Un piccolo kaiju eiga, però, lo ha realizzato davvero: è il cortometraggio Abandoned Monsters per il ciclo Venezia 70: Future reloaded (potete vederlo qui sotto, nrd). Come lo ha pensato e realizzato?

(ride) L'idea è partita da mio figlio, che è un grande appassionato di kaiju eiga. Così ho pensato di realizzarla insieme a lui: la sceneggiatura e la realizzazione del mostro e del robot di cartone sono sue, io mi sono concentrato sulla struttura d'insieme, cercando di dare un'impronta più definita all'idea, e lavorando sul montaggio. Sono contento che lo abbiate notato. Un'altra mia idea è il “continua” finale, mi piaceva trasmettere il concetto che queste storie passeranno alle nuove generazioni perché le portino avanti. Dopotutto, in forma più seria, il tema del futuro che stiamo lasciando ai nostri figli è centrale anche negli ultimi film che ho realizzato, come Nobi o Zan.

 

 

Ci parli adesso della sua esperienza di attore in Shin Godzilla. Come è stato coinvolto?

È stato uno dei due registi, Shinji Higuchi, a chiamarmi. Inizialmente non avevo capito bene che tipo di personaggio avessero in mente. L'indicazione che mi aveva dato l'altro regista, Hideaki Anno, infatti, è stata solo una: dovevo adottare un tipo di recitazione molto veloce e concitata. Così ho imparato letteralmente in corsa che tipo di ruolo avevo nella storia, l'importanza del personaggio e questo mi ha permesso di restare coinvolto appieno nella lavorazione.

 

Da persona che ha sempre lavorato sul concetto di mutazione che ne pensa del design dello Shin Godzilla, che appare molto diverso da quello tradizionale del sauro?

È vero e ci sono alcuni particolari molto interessanti, come le zampe anteriori deformi, con i palmi rivolti verso l'alto. La bravura degli autori è stata inserire questi aspetti all'interno di una forma che resta comunque legata a quella della tradizione, per cui l'insieme risulta molto ben fatto.

 

Shin Godzilla ha un approccio particolare rispetto alla tradizione anche per la serietà delle sue tematiche, che ricorda il tono del primo Godzilla, un film drammatico legato alla bomba atomica. In altri film, invece, la saga si è indirizzata verso un pubblico più giovane. Oggi in Giappone come viene percepito il kaiju eiga, come un genere buono soltanto per i ragazzi o come un tipo di cinema importante, capace di affrontare tematiche mature?

È difficile dare una risposta univoca. Allo stato attuale il genere si articola su più fronti, alcuni prodotti sono indubbiamente indirizzati soprattutto ai giovani, ma trovano spazio anche produzioni serie in grado di veicolare tematiche importanti o di mostrare scene più violente, che in questo modo riescono a coinvolgere un pubblico più adulto. Shin Godzilla ne è certamente un esempio.

 

La sua opinione sul film qual è?

Inizialmente sono stato spiazzato dalla poca presenza di Godzilla nel film, ma poi ho capito che invece questo ha creato un clima di anticipazione che rendeva più forti i momenti con il mostro. La prova finale l'ho avuta con mio figlio, che come spiegavo prima è un grande appassionato del genere e ha amato molto il film. È un'opera molto affascinante.

 

Altre persone che abbiamo intervistato affermano che il film può essere compreso soltanto da chi vive in Giappone, per la particolare sensibilità che ne traspare e il legame con l'attualità del paese. Lei è d'accordo?

Non saprei, come ho già accennato credo si sia riusciti a trovare una buona sintesi fra tradizione e modernità, infatti il film è stato venduto in tutto il mondo.

 

In questi giorni nelle sale esce un nuovo film della saga, stavolta di produzione americana. Secondo lei perché il pubblico di tutto il mondo continua a essere affascinato da Godzilla?

(ride) Il segreto di Godzilla è un mistero che non riesco a decifrare nemmeno io. Forse dovrei essere io a intervistare voi per capire perché dall'altra parte del mondo continuano ad amare tanto il personaggio!


 

5 curiosità (e citazioni) di Godzilla 2!


 
  

Mentre prosegue il suo percorso nelle sale, riveliamo qualche ulteriore dettaglio di Godzilla II – King of the Monsters: la mitologia e il ricco sistema di riferimenti messo in piedi da Michael Dougherty offre infatti molto materiale per espandere la discussione.

Naturalmente la lettura è raccomandata solo se si è già visto il film.

 

1. Mothra, la sua mitologia e il suo ruolo

Mothra è il kaiju che nell'universo Toho veicola la mitologia più ricca e la sua apparizione nel film non poteva certo trascurare questo aspetto, anche se il ruolo da comprimario stavolta la costringe a un minore (ma comunque significativo) tempo sullo schermo.

Sappiamo già che le macchie sulle ali sono state disegnate in modo da richiamare gli occhi di Godzilla e stabilire così la relazione simbiotica che lega le due creature.


In un post su Twitter, Michael Dougherty spiega inoltre che la possibilità di Godzilla di evolvere in Fire Godzilla (che vediamo nel finale del film) è un altro effetto della simbiosi: quando Mothra viene uccisa da King Ghidorah, la sua aura ricopre il sauro, permettendogli l'evoluzione (qualcosa di simile si era vista in Godzilla vs. Mechagodzilla con la fusione tra Godzilla e Rodan). Dougherty ha anche spiegato che si tratta di uno status eccezionale, e che Godzilla non può richiamarlo a piacimento.


Altro elemento importante riguarda le fatine gemelle. A un certo punto della storia scopriamo infatti che il personaggio di Zhang Ziyi, la dottoressa Ilene Chen, ha una sorella gemella e che questo è un tratto fondamentale della sua famiglia. La gemella della dottoressa Chen, ovvero la dottoressa Ling, si vede nel film quando il bozzolo di Mothra si schiude e lei è lì ad assistere. Qui sotto l'attrice nei due ruoli, notate come Chen ha i capelli corti, mentre Ling li ha più lunghi:

Ecco una "foto di famiglia" condivisa da Dougherty dove il differente look delle gemelle si percepisce in maniera più chiara, cliccando sull'immagine sarete reindirizzati alla versione più grande e completa:



Il riferimento/omaggio alla tradizione delle Shobijin/Cosmos/Elias è confermato dal fatto che la foto con le nonne della scienziata, che si vede nel film, porta la data 1961 (che è proprio l'anno in cui uscì il primo Mothra) e la location è Infant Island. Com'è noto, l'isola in questione è proprio il luogo in cui “vive” la dea falena nell'universo Toho.

Tutto questo offre degli spunti interessantissimi, che potrebbero essere affrontati in future opere: il riferimento all'Infant Island è soltanto un omaggio o l'isola esiste davvero nella “geografia” del MonsterVerse? Le due gemelle interagiranno in futuri film?

Quanto alla domanda se Mothra sia morta, ricordiamo che il ciclo vita-morte-rinascita è tipico del personaggio e già i titoli di coda mostrano il ritrovamento di un uovo che potrebbe appartenere proprio alla falena.

 

2. I mostri del film

Nel corso della storia, il dottor Serizawa ci informa che i Titani avvistati dalla Monarch sono 17. Nel film ne vediamo 9, con lo spazio maggiore concesso ai più famosi ovvero Godzilla, King Ghidorah, Rodan e Mothra. Gli altri cinque appaiono meno, ma sono comunque ben visibili e sono:

Kong (che non ha bisogno di presentazioni)

Scylla (il ragno gigante, il suo sito era in Arizona, è uno dei due famosi “altri mostri” dei trailer, foto sotto in alto)

Methuselah (il mostro-montagna, l'altro titano ignoto del trailer, che come sappiamo si trova a Monaco, in Germania, foto sopra in basso)


Behemot (il mammuth/gorilla, si trova in Brasile)

Un nuovo MUTO femmina (non è ben chiara la location da cui proviene, possiamo comunque presumere che sia sempre in America). La foto sotto è un concept art dal primo film:

Più confusa la situazione degli altri 8, ci si basa su quanto riportato sui monitor della base Monarch e in rete si trova la seguente lista:

  • Mokele-Mbembe
  • Baphomet
  • Tiamat
  • Typhoon
  • Abaddon
  • Leviathan
  • Sargon
  • Bunyip

 

La lista è comunque da considerarsi suscettibile di integrazioni: mancano infatti i mostri apparsi nei fumetti e quelli che abbiamo già visto su Skull Island. Il che ci porta al punto successivo.

 

3. Altri mostri celebri fuori lista

Sta facendo molto discutere la presenza, nell'artbook ufficiale del film, di alcune silhouette molto famose (le foto provengono tutte dal twitter di Kaiju News Outlet):

Gigan

Kumonga

Kamacuras

Anguirus

Otachi (da Pacific Rim)

Naturalmente è molto presto per capire se si tratta anche qui di soli omaggi o di una “dichiarazione d'intenti” per sviluppi futuri. Molto più interessante è l'ultimo nome coinvolto. Questa immagine, infatti, sembrerebbe chiamare in causa addirittura Gamera:

Non è la prima volta che si suggerisce la possibilità che la tartaruga volante entri nella famiglia. Nei titoli di testa di Kong: Skull Island, infatti, compare di sfuggita un MUTO alquanto particolare:

Naturalmente la presenza di Gamera nel MonsterVerse è legata a complesse questioni di diritti, quindi non diamo nulla per scontato. Di sicuro lo spunto è molto interessante.



4. La tana di Godzilla

Il “luogo” in cui Godzilla si reca per rigenerarsi è un autentico e affascinante mistero del film: un tempio sottomarino risalente a un'epoca precedente alle civiltà greche e romane. Di cosa si tratta precisamente? Se fosse Atlantide sarebbe un ulteriore indizio in più circa la presenza di Gamera (che nella serie Heisei proviene proprio dal continente perduto). Attenzione però alle conclusioni affrettate!



Dougherty su Twitter spiega infatti che il tempio è ispirato alle misteriose Strutture Yonaguri che si trovano in Giappone. Un modo per suggerire che forse quell'antica civiltà dell'antico Giappone potrebbe essere stata la prima sulla Terra a entrare in contatto con Godzilla.

 

5. Altre caratteristiche dei kaiju e piccole citazioni della tradizione

Dougherty fornisce qualche piccolo dettaglio anche sulla biologia dei kaiju. Intanto le creste dorsali di Godzilla sono un po' come le corna dei cervi, crescono, si rompono, cambiano forma (ecco perché sono diverse rispetto a quelle del primo film). Relativamente a Ghidorah, invece, la testa che si rigenera conserva le memorie e la personalità della precedente: i neuroni del mostro sono infatti sparsi in tutto il suo corpo e permettono così di mantenere la memoria genetica del pezzo reciso.

Segnaliamo infine due piccole citazioni dal passato: uno riguarda i cannoni della base Castle Bravo che sono dei “Maser”, come quelli della serie Showa. E poi c'è la portaerei U.S.S. Brody, un omaggio al protagonista del precedente film di Gareth Edwards.


 

Godzilla 2: la recensione!


 
  

Ci avviamo a completare la prima settimana di programmazione di Godzilla II – King of the Monsters nelle sale italiane (e non solo) ed è quindi tempo di iniziare a tirare le somme.

Mentre le discussioni impazzano sul forum e sulla nostra pagina Facebook, aggiungiamo un altro tassello con la recensione, a cura del nostro Davide Di Giorgio, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Naturalmente continuiamo ad aspettare i vostri pareri sui nostri canali, nel frattempo buona lettura e buona visione:

[CINEMA] Godzilla II – King of the Monsters


 

Godzilla 2 da oggi al cinema!


 
  

Finalmente è arrivato il grande giorno, da oggi Godzilla II – King of the Monsters di Michael Dougherty sarà visibile nelle sale italiane! Il percorso che ci ha portato fin qui è stato costellato di 80 news (potete trovare l'elenco nel nostro forum) e ora è tempo di godersi la visione e confrontare i pareri.

A questo proposito sono attivi i topic sulla pagina Facebook e sul forum, dove è possibile postare le impressioni del dopo sala. Al momento, nonostante le anteprime già svoltesi in varie località, non è ancora intervenuto nessuno, aspettiamo i vostri pareri!

Nel frattempo, segnaliamo alcune sfiziosità, iniziando dal poster che l'artista e amico di Fantaclassici Jack Poliseno ha dedicato al film e che potete ammirare esposto al multiplex La città del cinema di Foggia. Similmente a quanto accaduto in alcuni artwork ufficiali, anche qui Godzilla si “accanisce” contro un monumento esistente, in questo caso la cattedrale di Troia, la cittadina pugliese in cui Poliseno vive e lavora. Un bel gesto di affetto per il proprio luogo d'origine.

Ecco la dichiarazione del direttore del cinema a proposito dell'opera:

In occasione dell’anno del millennio della città di Troia, l’artista locale Jack Poliseno™ ha creato una locandina che raffigura il famoso mostro giapponese Godzilla mentre invade e distrugge la nostra città, puntando, ovviamente, la famosa Cattedrale. Una visione insolita e bizzarra, come Jack ci ha abituati, della nostra cittadina, da sempre nel cuore di Jack, ed approfittando dell’uscita al cinema del nuovo capitolo delle avventure di Godzilla, ha pensato bene di creare qualcosa di “gigantesco” per annunciare i festeggiamenti del Millennio troiano. Come sempre, complimenti da parte di tutti noi!

 

Naturalmente invitiamo tutti gli utenti a condividere con noi le immagini dei cinema che dovessero presentare sfiziosità o anche soltanto le loro foto al momento di entrare in sala!

Concludiamo con due video, il primo, realizzato dall'americana Fandango (da non confondersi con l'omonima casa di produzione italiana) mostra alcune scene del film (senza spoiler) e le mette a confronto con la lunga tradizione di Godzilla:


L'ultimo e più commovente tributo, però, è questo spot del caffè Boss che rievoca il lavoro del leggendario Haruo Nakajima, primo e più grande interprete di Godzilla attraverso i decenni. Come sempre respect the past, embrace the future:
 


Cercate la vostra sala sul motore di ricerca del sito Warner e buone visioni a tutti!